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Svizzera
Lucerna e Zurigo autorizzano manifesti anti minareti, Friburgo no
Redazione
17 anni fa

I manifesti dell'UDC per la votazione del 29 novembre sull'iniziativa anti-minareti continuano a far discutere e dividere: le città si muovono in ordine sparso, alcune concedono l'affissione in nome della libertà d'espressione, altre la vietano per motivi di sicurezza. Fino a questo momento i contestati manifesti, pur criticati, sono permessi a Ginevra, Zurigo, Winterthur, Lucerna e Bienne; sono invece vietati a Friburgo, Losanna, Yverdon-les-Bains e Basilea Città. Interpellata in proposito, l'Unione delle città svizzere si è detta impotente a trovare una soluzione comune. Unanimi nel criticare i manifesti, gli appartenenti all'Unione delle città non sono tuttavia riusciti ad accordarsi. Va detto che la richiesta del sindaco di Berna, Alexander Tschäppät, di fissare una linea comune è giunta troppo tardi, ha affermato all'ATS Martin Tschirren, portavoce dell'associazione. Anche la Commissione federale contro il razzismo ha sottolineato la difficoltà di una scelta, dovendo decidere tra libertà di opinione e divieto di discriminazione. Secondo le autorità friburghesi, il manifesto fornisce uno scenario catastrofico dell'islam, che "alimenta il pregiudizio e nuoce sia all'integrità sociale che alla pace pubblica". Da qui il divieto di affissione sul suolo pubblico, a titolo preventivo, ha dichiarato Charles de Reyff, responsabile della polizia locale. A sua conoscenza finora non è stata presentata alcuna domanda di affissione. Winterthur ha deciso di non vietare il manifesto, in nome della libertà di espressione iscritta nella Costituzione federale e dei diritti politici, sebbene lo stile e il messaggio veicolato vengano giudicati "molto dubbiosi". Non esiste sufficiente base legale per emanare un divieto. Intanto il comitato bernese a sostegno dell'iniziativa contro i minareti ha fatto sapere di voler rinunciare unilateralmente all'affissione dei provocanti manifesti. Nel cantone ne saranno distribuiti degli altri che raffigurano un minareto a fianco della millenaria chiesetta di Würzbrunnen, nell'Emmental. Viene considerata una valida alternativa qualora la città dovesse decidere di vietare il manifesto del comitato nazionale, su cui i minareti sembrano dei missili puntati verso il cielo. Se in Svizzera i manifesti anti-minareti fanno discutere animatamente, all'estero finora non hanno suscitato grande ondata di interesse; se ne parla, ma in modo "succinto e oggettivo", ha reso noto all'ATS il portavoce del Dipartimento degli affari esteri (DFAE), Adrian Sollberger. Ad ogni buon conto, le ambasciate svizzere, in particolare nei paesi islamici, "devono essere in grado di fornire informazioni al pubblico in modo rapido e competente qualora sorgessero incomprensioni e fraintendimenti". Dallo scorso luglio opera un gruppo di lavoro che coordina la comunicazione all'estero sull'iniziativa anti-minareti ed è composto di rappresentanti del DFAE, del dipartimento di giustizia e polizia e della Cancelleria federale. Non si tratta di una cosa eccezionale, secondo Sollberger: quando vi sono votazioni che hanno risvolti internazionali si costituiscono simili gruppi interdipartimentali. ATS

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