
Nel canton Lucerna resteranno due le lingue "straniere" insegnate agli scolari delle elementari. L'iniziativa popolare che chiedeva di posticipare l'apprendimento di una delle due inserendola nel ciclo secondario è infatti stata respinta oggi con il 57,6% dei voti (77'062 no contro 56'640 sì). L'affluenza alle urne è stata del 50,3%. Un testo simile era già stato bocciato a Zurigo lo scorso maggio e a Nidvaldo nel 2015. L'iniziativa, lanciata da rappresentanti di diversi partiti, docenti e imprenditori, non specificava quale lingua avrebbe dovuto essere spostata. Il governo cantonale aveva dunque fatto sapere in agosto che se fosse passato il "sì" questa sorte sarebbe toccata all'inglese, che attualmente entra nel programma a partire dalla terza classe. Gli allievi cominciano invece a studiare il francese dal quinto anno. Lo stesso schema è seguito dalla maggior parte dei cantoni svizzero tedeschi. Il Consiglio di Stato aveva annunciato che, indipendentemente dall'esito della votazione, la lingua di Molière sarebbe rimasta nel piano di studi delle elementari, in nome della coesione nazionale. Iniziative analoghe sono state presentate anche nei Grigioni e a Basilea Campagna. Nessuna delle proposte che vanno contro il principio delle due lingue, fissato nel 2004 dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), è stata finora accettata. Sia l'esecutivo sia il parlamento lucernese raccomandavano di respingere il testo, temendo un isolamento del cantone in termini di sistema scolastico e competenze linguistiche dal resto della Confederazione in caso di successo dei favorevoli. Questi ultimi, da parte loro, sottolineavano che il concetto di insegnamento delle lingue "straniere" della CDPE si era dimostrato fallimentare, non raggiungendo gli obiettivi prefissati e risultando inefficace, andando inoltre a danneggiare altre materie come il tedesco e la matematica.
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