
Lo scorso anno degli organi d’esecuzione hanno aumentato le loro attività di controllo nell’ambito delle misure collaterali e della legge contro il lavoro nero (LLN). Nel 2022 gli organi d’esecuzione hanno controllato il rispetto delle condizioni salariali e lavorative presso 165’845 persone e 37’134 imprese in Svizzera (+4 % rispetto all’anno precedente). Hanno controllato il 7% dei datori di lavoro svizzeri, il 27 % dei lavoratori distaccati e il 32 % dei prestatori di servizi indipendenti. L’obiettivo di 35’000 controlli stabilito nell’ordinanza sui lavoratori distaccati è stato superato.
Una fotografia non del tutto rappresentativa
Nell’ambito della loro attività gli organi d’esecuzione adottano una strategia basata sul rischio. Le percentuali di offerte di salari inferiori a quelli usuali e di violazioni ai salari minimi riscontrate in questo modo non sono pertanto rappresentative dell’intera situazione sul mercato del lavoro e vanno interpretate con prudenza.
I dati emersi
Secondo le commissioni paritetiche, nei rami in cui si applicano contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale, la percentuale di violazione nel settore del personale distaccato è stata del 17 % (2021: 21 %). Le commissioni tripartite cantonali hanno riscontrato un leggero incremento, dal 13% al 16%, di offerte di salari inferiori a quelli usuali a scapito dei lavoratori distaccati nei rami senza stipendi minimi vincolanti. Tra i datori di lavoro svizzeri le commissioni tripartite cantonali hanno riscontrato che tali offerte sono stabili (10 %). Per quanto riguarda i prestatori di servizi indipendenti provenienti dall’UE/AELS, in tutti i rami è stata presunta la pseudo-indipendenza nel 7% dei 4’492 controlli effettuati (2021: 6 % di 4’596 controlli). Nel 2022 sono state aperte 1’581 procedure di conciliazione a fronte di offerte di salari e condizioni di lavoro inferiori a quelle usuali. L’87 % delle procedure con le imprese distaccanti si è concluso con successo. Nel caso delle procedure con i datori di lavoro svizzeri, la percentuale è stata del 60 %. Rispetto all'anno precedente, si è chiuso con successo un numero maggiore di procedure (82 %; 2021: 60%).
Lotta al lavoro nero
Nell’ambito della lotta al lavoro nero gli organi di controllo cantonali hanno intensificato notevolmente la loro attività anche nel corso del 2022. I controlli aziendali sono aumentati del 14% (13’761) e quelli di persone del 23% (41’925), superando anche il livello pre-crisi del 2019. Nell’anno in rassegna i controlli si sono concentrati ancora una volta sui rami accessori dell’edilizia, sul settore alberghiero e della ristorazione, sul commercio e sul ramo principale dell’edilizia. In seguito ai controlli, nel 2022 gli organi cantonali preposti hanno trasmesso un totale di 13’147 casi sospetti alle autorità competenti, il che rappresenta una diminuzione minima di circa l’1% rispetto al 2021. Si è registrato un calo anche del numero di riscontri delle autorità specializzate agli organi di controllo cantonali sui provvedimenti adottati e sulle sanzioni inflitte a seguito dei controlli. Il dato del 2022 è di 3’044 unità, ossia il 7% in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione più consistente riguarda il settore del diritto delle assicurazioni sociali (-11%).

