
L'Italia ha scritto una lettera alle autorità svizzere "per chiedere se non ci siano soggetti italiani che usano società schermo collegate ad altre società in paradisi fiscali": lo ha detto il ministro italiano dell'economia, Giulio Tremonti, al termine della riunione dell'Ecofin a Lussemburgo.La questione è di competenza nazionale e riguarda gli accordi bilaterali in essere: "e gli accordi che ci sono non vanno bene", ha sottolineato il ministro. Roma ha scritto a Berna il 22 maggio: presto toccherà al Lussemburgo, "una lettera alla volta", ha aggiuntoA chi chiedeva se intendesse fare la stessa cosa anche con il Lussemburgo, Tremonti ha risposto: "Una lettera alla volta. Quella alla Svizzera era del 22 maggio. Ora devono spiegarci come è diffusa la pratica e come valutano la pratica di conto schermato messo in una società anonima in un altro paradiso" fiscale.In ogni caso, ha spiegato ancora Tremonti al termine dell'Ecofin, con i colleghi europei "non se ne è parlato". È una questione su cui sta "lavorando molto l'Ocse". E ancora: "Credo che l'Ocse riferirà in sede di G8 a Lecce". "Non credo che sia un problema europeo", ha osservato ancora il ministro a Lussemburgo, aggiungendo: "La Commissione europea è stata chiara nel dire che spetta agli Stati". Anche se a Bruxelles incombe il dovere di "evitare distorsioni al mercato".
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