
La risorse della Polizia giudiziaria federale (PGF) nella sede distaccata di Lugano sono adeguate per far fronte alla situazione attuale in Svizzera in materia di criminalità organizzata. È quanto si legge in una riposta del Consiglio federale a un'interrogazione del consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), da cui emerge tuttavia che non vi sono inquirenti che si occupano in modo specifico di tale fenomeno. Romano ha motivato la richiesta di ragguagli basandosi sull'aumento delle inchieste e procedimenti penali in Svizzera sulla criminalità organizzata, ciò che lascia supporre un'estensione del fenomeno, peraltro già noto da tempo. Il Ticino, proprio per la vicinanza con l'Italia, sarebbe particolarmente esposto ad infiltrazioni mafiose. Secondo Romano, a Sud delle Alpi "la preoccupazione cresce e ci si chiede se le autorità federali preposte al perseguimento penale di tali forme di criminalità siano sufficientemente attrezzate e pertanto se le risorse siano adeguate". La sede di Lugano della PGF è composta di un capodivisione, due capicommissariato (quadri) e quattordici inquirenti, dodici a tempo pieno e altri due a tempo parziale, scrive il Consiglio federale. Queste persone trattano tutti i mandati nel quadro delle competenze federali, prevalentemente nei settori della criminalità organizzata, del riciclaggio di denaro, della criminalità economica e della corruzione internazionale. La sede di Lugano non dispone tuttavia "di alcun inquirente che si occupi in modo specifico di criminalità organizzata". Gli stessi compiti sono svolti a tempo pieno da quattordici inquirenti nella divisione di Berna, tredici inquirenti nella sede distaccata di Zurigo e dodici inquirenti in quella di Losanna.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

