
L’accordo Brexit tra la Gran Bretagna e l’Ue e le relazioni di quest’ultima con la Svizzera seguono un approccio completamente diverso. È la conclusione cui è giunta la Commissione di politica estera degli Stati (CPE-S) sulla base di una discussione approfondita sull’accordo istituzionale tra Berna e Bruxelles. Fatto più unico che raro, per stimolare il dibattito pubblico la CPE-S intende pubblicare, d’intesa col consigliere federale Ignazio Cassis, i documenti esaminati - solitamente riservati - che evidenziano le principali differenze tra l’approccio del libero scambio scelto da Londra e l’accesso settoriale al mercato privilegiato dalla Confederazione.
Nel corso della sua riunione, Cassis ha informato la commissione sullo stato dei negoziati riguardanti l’accordo quadro istituzionale, indica una nota odierna dei servizi parlamentari. Sulla base di un’analisi approfondita dell’accordo commerciale e di cooperazione tra l’Ue e il Regno Unito e degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Ue, compreso l’accordo quadro, la CPE-S ha esaminato attentamente i vari modelli di cooperazione con l’UE, giungendo alla conclusione che “le forme di cooperazione scelte dalla Svizzera e dal Regno Unito (...) sono molto diverse”.
L’accordo Brexit segue un approccio di libero scambio con aree giuridiche e normative separate, mentre la via bilaterale permette anche alla Svizzera di partecipare al mercato interno dell’Ue su base settoriale. Frattanto, nell’attesa che il Consiglio federale prenda una decisione definitiva sull’accordo quadro, sono in corso contatti tra Berna e Bruxelles per chiarire diversi punti in sospeso riguardanti, in particolare, gli aiuti di Stato, la cittadinanza europea e le misure di accompagnamento. A dirigere le discussioni per la Svizzera è la segretaria di Stato Livia Leu, subentrata al ticinese Roberto Balzaretti. L’ultimo incontro - il secondo dopo quello di gennaio - si è tenuto il 3 di febbraio. Un terzo è previsto fra due settimane a Bruxelles.
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