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L’onda verde colora le piazze: "Ci avete rotto i polmoni"
L’onda verde colora le piazze: "Ci avete rotto i polmoni"
L’onda verde colora le piazze: "Ci avete rotto i polmoni"
Redazione
7 anni fa
Il movimento internazionale Fridays for Future ha dedicato alla battaglia per il clima l’intera settimana - In 3.500 a Losanna

L’onda verde dei giovani di tutte le età di ‘Fridays For Future’, dalle prime ore di oggi, sta riempiendo e colorando le piazze di tutto il mondo nella giornata conclusiva della settimana dedicata alla lotta climatica.

Il movimento internazionale 'Fridays for Future' - composto da studenti che seguendo l’esempio della svedese Greta Thunberg non frequentano le lezioni scolastiche il venerdì per partecipare a manifestazioni in cui chiedono e rivendicano azioni per prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico - ha dedicato alla battaglia un’intera settimana.

Sette giorni di incontri ed eventi a favore del clima, che culminano oggi nel terzo sciopero globale. In Svizzera manifestazioni sono previste oggi, anche la vera e propria dimostrazione nazionale si terrà domani a Berna.

In 3'500 a LosannaLa partecipazione per il nuovo sciopero per il clima sembra in calo a Losanna. Circa 3500 persone si sono riunite questa mattina alle 10.00 davanti alla stazione, secondo una stima della polizia comunale. Rispetto alle precedenti proteste, questa volta la mobilitazione è stata meno importante in termini numerici. Lo scorso marzo i manifestanti erano circa 10'000.

Dal momento in cui il corteo è partito le file si sono assottigliate, ha detto un portavoce della polizia losannese contattato da Keystone-ATS. I manifestanti si sono diretti verso il lago per arrivare poi al sito delle piramidi di Vidy.

Una parte della folla ha cercato di bloccare la strada all'altezza di una rotonda all'entrata della città, ma la polizia ha rapidamente risolto la situazione. L'azione è stata coordinata dal movimento Extinction Rebellion, che già la scorsa settimana aveva deciso di occupare il ponte Bessières nel centro di Losanna dalle 12.00 alle 20.00. Oggi, l'obiettivo era di fermare la circolazione in tre punti diversi della città, prima di concentrarsi unicamente sulla rotonda della Maladière. Anche quest'ultimo obiettivo è però fallito, nonostante il supporto del collettivo vodese a favore dello sciopero per il clima.

"Gli scioperanti per il clima vodesi hanno deciso di interrompere la loro collaborazione attiva con il Consiglio di Stato", ha indicato in un comunicato odierno il collettivo, strizzando l'occhio alla disobbedienza civile e avvicinandosi così al movimento "Extinction Rebellion". Il movimento a favore del clima ha denunciato l'inerzia del mondo politico, sostenendo "che un cambiamento di sistema sembra essere sempre più inevitabile".

"Clima di rivolta", "Dobbiamo agire", "Rispettare la terra, non chiediamo la luna", si poteva leggere sui cartelloni. Nei prossimi mesi il collettivo annuncia una moltiplicazione delle azioni a favore del clima, "da quelle più istituzionali a quelle più radicali e insolite", aggiungendo di voler seguire la via della disobbedienza civile e non violenta.

Jacques Dubochet, premio Nobel per la chimica nel 2017, è una figura abituale delle marce per il clima e ha iniziato la dimostrazione in coda al corteo. Il settantenne aveva uno striscione che diceva "Nonni per il clima".

Al culmine della mobilitazione all'inizio dell'anno, lo sciopero del clima ha riunito a Losanna circa 10'000 persone. L'ultima manifestazione nella capitale vodese ha avuto luogo in agosto per chiudere il vertice di Smile for Future. Ha riunito 2500 partecipanti, tra cui l'attivista svedese Greta Thunberg.

Domani è prevista una manifestazione nazionale per il clima a Berna. Inoltre, il movimento indica che sta già preparando lo "sciopero economico generale" in programma in Svizzera e a livello internazionale il prossimo 15 maggio.

Dall'inizio della mobilitazione, il movimento ha incontrato il governo vodese in cinque occasioni. Dai colloqui tuttavia erano emersi contrasti in merito alle differenti vedute sul tema del clima.

Oltre un milione di persone in Italia 

L'onda verde sta riempiendo e colorando anche le piazze di 160 città italiane, da Palermo a Milano, e 27 Paesi in tutto il mondo. Oltre un milione di partecipanti ai cortei: è il dato fornito da Gianfranco Mascia di Friday For Future. "Sono duecentomila a Roma - ha spiegato - la piazza più partecipata, seguita da Milano con 150 mila. A Napoli sono circa 80 mila, 50 mila a Firenze, 20 mila a Torino e Bologna e 10 mila a Palermo e Bari".

Molti gli slogan: 'Ci avete rotto i polmoni' gridano a Torino; mentre da Palermo la denuncia: 'Il mondo non è una discarica'. Da Napoli la richiesta: 'Non rompeteci il futuro' e da Cagliari la 'minaccia': 'Vi sommergeremo prima del mare. Vogliamo giustizia climatica sociale'. 'Sono scesi in piazza per chiedere azioni forti e immediate contro i cambiamenti climatici, per il terzo 'Global climate strike', ispirato da Greta.

In Nuova Zelanda il più grande corteo di sempreA dare il via è stata la Nuova Zelanda, con la più grande manifestazione di sempre. Su twitter Greta afferma: "La Nuova Zelanda apre la strada al secondo venerdì di #WeekForFuture. Le prime informazioni ci parlano di 170 mila persone in piazza solo lì per lo sciopero per il clima, il 3,5% della popolazione. Buona fortuna a tutti quelli che protestano in tutto il mondo. Il cambiamento sta arrivando!".

Gli organizzatori della protesta in Nuova Zelanda hanno dovuto cambiare ‘in corsa’ i loro piani di sicurezza per far fronte alla folla in continuo aumento. Altre migliaia di persone hanno marciato ad Auckland e in altre parti del Paese. Si stima che alle proteste abbiamo partecipato complessivamente oltre 170 mila persone.

A Wellington, accanto agli studenti, hanno partecipato al corteo genitori, lavoratori e persone anziane. "Dobbiamo smettere di assecondare chi sta guadagnando soldi dai cambiamenti climatici, le grandi compagnie petrolifere, le multinazionali", ha detto una studentessa universitaria interpellata lungo il corteo.

Accanto a lei una nonna di 83 anni: "Non è al mio futuro che stiamo pensando», ha detto, «era tempo che i politici smettessero di parlare e iniziassero ad agire. Dovrebbero ascoltare i giovani come l’incredibile Greta Thunberg, che ha iniziato tutto da sola. Milioni di persone la stanno seguendo ora, dovrebbe essere molto orgogliosa di se stessa".

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