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Svizzera
Lombardia in zona rossa: “Coordinarsi con il Ticino”
Marco Jäggli
5 anni fa
Così il sindaco di Varese Davide Galimberti, intervistato tra le strade vuote della sua cittadina nel primo giorno dell’entrata in vigore: “Ci vuole un allineamento delle misure, tantissimi contatti tra di noi”

Se la Svizzera programma ulteriori allentamenti a partire da lunedì 22 marzo, la Lombardia prende la direzione opposta e chiude tutto, di nuovo. Teleticino si è recata in una Varese ormai in zona rossa, come il resto della regione, altre sette regioni in Italia e la provincia autonoma di Trento. Situazione che rimarrà così almeno fino al 28 marzo, con chiusure sicure nel periodo pasquale: il 3, 4 e 5 aprile. Per la Lombardia si tratta del sedicesimo cambio di colore: un record a livello italiano.

Il sindaco: “Speriamo sia l’ultima zona rossa”
“L’auspicio è che sia l’ultima zona rossa”, spiega il sindaco Davide Galimberti, “siamo in attesa di dosi importanti di vaccini e ci stiamo attrezzando tutti per intervenire il più velocemente possibile con la somministrazione”. “Un un anno fatto di colori e restrizioni diverse a seconda dell’andamento della pandemia è sicuramente molto difficile da reggere per le persone”, continua Galimberti, “ed essere arrivati alla fine con la luce del vaccino in fondo al tunnel rende tutto ancora più difficile. Bisogna fare un ultimo sforzo”. I cittadini intanto, sembrano viverla con rassegnata sopportazione: “Torniamo alla situazione che abbiamo vissuto un anno fa, con poca chiarezza e poche certezze su quanto sta succedendo”, spiega un cittadino, “siamo stanchi, cerchiamo di tenere duro nelle prossime settimane sperando che con i vaccini la cosa si risolva”.

Varese è deserta
L’effetto sulle strade della cittadina sembra vedersi già: “Ieri c’era molta più gente, anche se eravamo in zona arancione. C’erano in giro più giovani”, spiega una ragazza che lavora in un ristorante, “c’è meno gente rispetto al solito. Qua possiamo fare soltanto d’asporto e per fortuna in questa via ci sono tanti uffici, quindi le persone che lavorano vengono lo stesso”. “Al di là della movida, la limitazione più pesante è l’obbligo di non uscire dal comune di Varese”, racconta invece una passante, “c’è molta confuesione, già passare da arancione ad arancione rinforzato in un solo giorno era stato difficile da tutti i punti di vista. Le misure a singhiozzo non vanno bene”, conclude.

“Importante un coordinamento con il Ticino”
“Indubbiamente i contatti con il Ticino sono tantissimi e notevoli, e questo è stato una problematica nella diverse fasi”, dichiara il Sindaco Galimberi, “anche nei mesi scorsi in funzione dell’andamento della pandemia nei due territori c’è stato un allineamento delle misure a causa dei contagi. Questo è importante che venga mantenuto per via dei contatti molteplici, quindi l’auspicio è che ci sia un coordinamento anche in quest’ultima fase della pandemia”. Ma come si farà ad uscirne? “Penso che sia la Svizzera che l’Italia debbano fare questo grande sforzo di vaccinare velocemente tutti, perché questa è la soluzione a tutti i problemi”.

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