
È ufficiale: dopo le polemiche degli scorsi giorni sulla decisione italiana di porre la Lombardia in zona rossa a causa della trasmissione di dati sanitari errati, lunedì 1° febbraio la regione torna in zona gialla. Cosa cambia per i ticinesi che si vogliono recare oltreconfine? Per fare chiarezza, l’avvocato Christopher Jackson ha risposto ad alcune domande poste nel telegiornale di Teleticino.
Si potrà andare in Italia?
Con la Lombardia in zona “gialla”, sarà possibile recarvisi anche senza un comprovato motivo di necessità. Una restrizione all’ingresso rimane però in vigore: per valicare il confine, si dovrà mostrare di essere risultati negativi a un tampone, rapido o PCR, entro le 48 ore precedenti. Questo almeno fino al 5 marzo. L’unica grande differenza rispetto a oggi è dunque la non necessità di avere un motivo valido. Bisogna inoltre ricordare che una volta in Italia, lo spostamento fra regioni è vietato, almeno fino al 15 febbraio.
C’è finora spesso stata confusione nei giorni successivi alla presa di nuove misure da parte italiana, in particolare su come dovessero essere applicate.
La normativa che entrerà in vigore è effettivamente complessa: si tratta di normative di un paese estero, applicate dalle forze dell’ordine locali secondo principi diversi dai nostri. Noi possiamo dare delle indicazioni ai ticinesi che si vogliono recare in Lombardia, ma ancora non è chiaro secondo quali direttive le autorità italiane faranno applicare le nuove regole. In ogni caso, la possibilità di ingresso in Italia per chi proviene da uno Stato Schengen, come la Svizzera, è garantita.
Quindi si può andare a fare la spesa?
Sì è possibile, sempre dimostrando però di essere risultati negativi a un tampone.
Ed è possibile recarsi da uno specialista in Italia (un fisioterapista, per esempio)?
Sì, purché si resti in Lombardia. I confini regionali possono essere valicati esclusivamente per motivi di comprovata necessità.
Quando ci si può recare in Italia senza tampone?
Se si comprova uno stato di necessità improrogabile o motivi di salute, e si intende restare in Italia per meno di 120 ore, cadono sia l’obbligo di presentare un test con risultato negativo, sia il divieto di attraversare i confini regionali.
Ma i controlli alla frontiera sono logisticamente possibili? Pare difficile controllare tutte le persone in transito.
Questo è un argomento che ritorna di frequente: come verificare che tutte le persone in entrata in Italia dispongano di un test negativo? Sembra molto difficile. Vedremo nei prossimi giorni.
Sono risultato positivo al Covid in novembre. Un test sierologico attesta che ho sviluppato gli anticorpi al virus. È valido come test per entrare in Italia?
No, non è valido, occorre sempre presentare il risultato di un test rapido o di un tampone PCR.
Il mio compagno è in Lombardia. Può venire in Ticino?
In Svizzera può entrare senza problemi, ma al momento di tornare oltreconfine dovrà comunque mostrare di avere effettuato un test, con risultato negativo, entro 48 ore dal rientro in Italia.
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