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Svizzera
“L’obiettivo è vaccinare tutti gratis”
Alain Berset in conferenza stampa ha annunciato che farà di tutto per distribuire il vaccino gratuitamente, confermando inoltre che gli impianti di risalita rimarranno aperti, previe misure di protezione

Al termine di un incontro con i rappresentanti dei Cantoni, il consigliere federale Alain Berset si è riunito di fronte ai media assieme a Lukas Engelberger, presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (Cds). I temi caldi hanno riguardato sia la distribuzione del vaccino, che per entrambi i relatori dovrà essere gratuita e non obbligatoria, sia gli sport invernali visto che alcuni paesi confinanti stanno discutendo se chiudere gli impianti di risalita.

La strategia svizzera funziona
“La strategia svizzera, che si basa sulla disciplina, sulla responsabilità personale e il buon senso, funziona” ha esordito Berset, ma le prossime settimane saranno cruciali, soprattutto perché arrivano le festività natalizie e il Black Friday. Per Berset è necessario che ci sia un buon coordinamento e ha fatto riferimento ai cinque cantoni della Svizzera romanda (Ginevra, Vaud, Friburgo, Neuchâtel e Giura) che insieme hanno deciso di riaprire i ristoranti il prossimo 10 dicembre (il Vallese il 13 dicembre). Questo non significa però che bisogna lasciare andare. La situazione rimane seria. Le misure rimarranno in vigore a livello federale e i Cantoni, a dipendenza dell’evolversi la situazione, potranno adottare ulteriori misure. Il Consiglio federale intende inoltre attuare un pacchetto di misure per le feste di fine anno al fine di attraversare questo periodo nel miglior modo possibile.

In Svizzera si potrà sciare
Il Consigliere federale ha ricordato che ci sono alcuni Paesi confinanti che vogliono chiudere le stazioni sciistiche. “Tenere aperti gli impianti sciistici elvetici è una grande sfida per noi e occorre seguire rigidi piani di protezione. E se questi non verranno mantenuti, bisogna discutere se e come inasprirli” ha sottolineato ministro, confermando che in Svizzera gli impianti di risalita potranno rimanere aperti. Ma ci sono ancora diversi aspetti da chiarire con i Cantoni più toccati, proprio per evitare assembramenti nelle stazioni di montagna e possibili arrivi di appassionati dello sci dall’estero. “Alcuni comprensori sciistici hanno già aperto e le prime immagini che abbiamo visto non ci sono piaciute. Ora gli sciatori sono ancora pochi, per questo dovremo ancora discutere con i Cantoni come fare”. Rispondendo a una domanda il consigliere federale ha sottolineato che è in stretto contatto con i colleghi degli Stati confinanti e segue da vicino quali decisioni saranno prese in Francia, Austria, Italia e Germania. “Ogni paese cerca di fare il proprio meglio e ognuno è confrontato con situazioni diverse”.

“Obiettivo: vaccinazione gratuita per tutti”
Berset ha ricordato inoltre che già da marzo la Confederazione ha iniziato a interessarsi all’acquisto dei vaccini. “Questi sono ormai in fase di test”, ha spiegato il Consigliere federale, “e noi pensiamo di avere la possibilità di iniziare a vaccinare da inizio 2021. Ma non bisogna dimenticare che questa è un’azione inedita per il nostro sistema logistico. Ci saranno molte sfide, a partire dal somministrare entrambe le dosi correttamente e bisognerà inoltre seguire lo stato dei pazienti vaccinati”. “I vaccini”, ha sottolineato Berset, “saranno approvati solo se raggiungeranno tutti gli standard svizzeri, questa è una condizione sine qua non”. Il Ministro dell’Interno ha infine insistito sul fatto che non ci sarà un obbligo di vaccinazione, indipendentemente da cosa sceglieranno gli altri paesi, e che si farà di tutto per cercare di far sì che questa sia distribuita gratuitamente alla popolazione. Posizione sostenuta anche dal Engelbeger che ha aggiunto: “Il vaccino dev’essere gratuito, non vogliamo che ci sia un ostacolo finanziario per accedervi”. E, infine: “Siamo sicuri che la popolazione aderirà anche senza obbligo”.

“Situazione ancora grave”
Engelberger ha inoltre ricordato che dal suo ultimo intervento, il 22 ottobre, la situazione ha segnato un lieve miglioramento, ma sempre lieve, anche se ci sono delle luci all’orizzonte. “La situazione rimane grave”, ha dichiarato però il Consigliere di Stato di Basilea-Città, uno dei cantoni svizzeri che ha implementato le misure più severe. “Capisco le preoccupazioni economiche”, ha dichiarato, “ma l’economia deve capire che non avrebbe senso riaprire per avere una terza ondata”. Engelberger ha poi parlato dei letti in terapia intensiva, ribadendo che restano ancora posti ma che la situazione è critica. Dal canto suo Berset, parlando delle strategia di test, ha detto che la Svizzera non può pensare di implementare una strategia di test rapidi eseguiti su tutta la popolazione, ma che si concentrerà piuttosto sul testare continuamente ambienti specifici come quello scolastico”.

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