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Premi Cassa Malati
Lobbying nel settore sanitario, "il conflitto d'interessi è evidente"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Secondo i consiglieri nazionali Pfister e Glarner il lobbying che avviene all'interno della Commissione della Sanità impedisce qualunque riforma che possa limitare l'aumento dei premi di cassa malati.

I premi di cassa malati in Svizzera hanno subito degli aumenti continui negli ultimi anni. La politica non è riuscita finora a mettere un tetto all'aumento dei costi, e secondo il Consigliere Nazionale UDC Andreas Glarner i motivi di ciò sono da ricondurre al lobbying dell'industria sanitaria, che ostacola qualunque riforma. Il presidente del Centro Gerhard Pfister, intervistato come Glarner da Watson, è dello stesso avviso. 

"Oltre 20 indicazioni per ogni punto dell'ordine del giorno"

Pfister, membro della commissione della Sanità tra il 2017 e il 2019, racconta di aver dovuto far fronte alle opposizioni senza sosta - che spesso si controbilanciavano - di potenti lobbisti del sanitario. Lo stesso afferma in seguito: "era qualcosa di mai visto, per ogni punto dell'ordine del giorno si ricevevano una ventina di mail su come si sarebbe dovuto votare su quel punto. Era diventato insopportabile". 
Lo stesso Pfister attacca quindi il potente lobbying del settore sanitario. Questo lobbying sarebbe favorito dal fatto che il settore della sanità è molto poco regolamentato, e comporta un grande giro d'affari. 

Commissione della sanità, oltre 69 incarichi remunerati nello stesso settore

Spesso, i rappresentanti degli interessi del settore non solo possono appoggiarsi sui parlamentari, ma fanno parte delle Commissioni stesse. Come riportato sempre da Watson, infatti, le Commissioni della Sanità del Consiglio Nazionale e del Consiglio agli Stati contano 38 membri che detengono 69 incarichi remunerati nel settore della sanità. 
L'iniziativa del Consigliere agli stati Rieder, che proponeva di impedire che chiunque rivesta un ruolo in una commissione non possa più accettare incarichi da aziende che potrebbero essere toccati dal lavoro di quella commissione. L'Ufficio Federale della Giustizia, in un rapporto, ha criticato l'ineguaglianza di trattamento dei parlamentari prevista nell'iniziativa, che è quindi fallita. 

I Consiglieri nazionali Pfister (a sinistra, Il Centro) e Glarner (a destra, UDC)
I Consiglieri nazionali Pfister (a sinistra, Il Centro) e Glarner (a destra, UDC)

"Il conflitto d'interessi è evidente, non si è più neutri"

Il Consigliere Nazionale Glarner se ne rammarica. Il deputato UDC siede alla Commissione della sanità, ma non ha incarichi di organizzazioni del settore. Secondo il Consigliere Nazionale "il conflitto d'interessi è evidente. Non si è più neutri. Ho suggerito al partito di non autorizzare la partecipazione dei lobbisti alle commissioni". 
Secondo Glarner, è sufficiente pronucniare le parole "sicurezza dei pazienti" e "sicurezza dell'approvvigionamento" perché ogni riforma venga bloccata sul nascere. Così facendo, l'Ufficio Federale della Sanità si lascerebbe dettare "prezzi ben troppo alti" per il settore medico.