
È necessaria maggiore trasparenza per i lobbisti che frequentano Palazzo federale. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che ha approvato (20 voti a 17) un'iniziativa parlamentare in tal seno del "senatore" Didier Berberat (PS/NE). Mediante il suo atto parlamentare, Berberat chiede l'accreditamento obbligatorio per i lobbisti e l'adozione di un eventuale limite alla loro presenza sotto il "Cupolone", prendendo spunto da quanto avviene già per i giornalisti che seguono da vicino l'attività parlamentare. I lobbisti dovranno essere accreditati, si dovrà istituire un registro pubblico di questi accreditamenti nel quale dovranno specificare i loro mandati e i loro datori di lavoro. Attualmente, i deputati hanno la possibilità di far accreditare due persone esterne, siano essi collaboratori personali oppure rappresentanti di gruppi di interesse. Inoltre possono rilasciare autorizzazioni permanenti d'accesso. L'iniziativa è stata sostenuta da sinistra e da diversi esponenti del campo "borghese", tranne l'UDC, secondo cui ulteriori regole in questo settore non sono necessarie.
A convincere la maggioranza della necessità di agire è stato il recente caso di lobbismo che ha visto coinvolta la presidente del Consiglio nazionale Christa Markwalder (PLR/BE, nella foto) e un partito filogovernativo Kazako. Questa vicenda, secondo il Consigliere agli Stati socialista, dimostra che queste persone agiscono spesso nell'ombra e non sono riconosciute ufficialmente.
Il Nazionale dovrà ancora pronunciarsi sul tema.
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