
La seconda ondata di contagi ci sarà e sarà drammatica, è quanto rivela uno studio portato avanti dal Politecnico federale di Losanna e dalla Johns Hopkins University. Prende il nome di “Switzerland COVID-19 Scenario Report” ed è stato pubblicato da alcuni ricercatori dei due istituti. Si basa su tre possibili scenari di contenimento in Svizzera. Nel primo caso ipotizza che tutte le misure di contenimento vengano tolte dal 1° maggio e che quindi il tasso di diffusione del virus R0 torni a 2,76 (ogni malato contagia 2,76 persone), il valore dell’inizio della pandemia. Questo primo scenario, è importante dirlo, non è realizzabile: è infatti già noto che venerdì molte delle misure di contenimento saranno ancora in vigore.Il secondo scenario, invece, ipotizza che le direttive del Consiglio federale mutino in modo che il tasso R0 sia di 1,2, mentre nel terzo caso il tasso R0 sarebbe di 1,5. Secondo il supervisore Jacques Fellay, dell’EPFL, lo scenario più ottimista (R0=1,2) “è del tutto realistico”, come ha dichiarato ai quotidiani romandi Tribune de Gèneve e 24 Heures. Il medico, specializzato i malattie infettive, è anche membro della task force creata dal Consiglio federale. Ma analizziamo le conseguenze dei tre scenari.
Senza misureFortunatamente l’ipotesi che tutte le misure di contenimento vengano tolte è quantomai irrealistica. Inoltre è del tutto improbabile che il tasso R0 possa ritornare a 2,76, visti i comportamenti di distanziamento sociale e di igiene adottati già autonomamente dalla popolazione. Secondo i calcoli dei ricercatori, infatti, le conseguenze sarebbero più che drammatiche. Si parla di un picco della seconda ondata (tra il 15 giugno e il 15 di settembre) che porterebbe 27mila svizzeri negli ospedali contemporaneamente e 4'000 posti di terapia intensiva occupati (che andrebbero creati, perché superano la disponibilità del Paese). Il bilancio delle vittime sarebbe di 24mila al 15 settembre. Pressoché tutta la popolazione svizzera sarebbe contagiata, si parla infatti di 8 milioni di infezioni da coronavirus.
R0=1,5Nel secondo scenario, dove ogni persona ne contagerà una e mezza, i numeri non sono di molto migliori. Si parla di un picco di ospedalizzazioni fissato a 11mila, 1'600 posti di terapia intensiva occupati e 19mila vittime. Il contagio interesserebbe 6 milioni di persone.
R0=1,2Ora quella che Fellay ha descritto come situazione più realistica. Purtroppo, anche in questo caso il tributo di vite umane è inimmaginabile. Lo studio calcola che al 15 settembre 12mila svizzeri potrebbero morire di COVID-19. In questo scenario, però, il sistema sanitario potrebbe reggere il colpo. Le ospedalizzazioni contemporanee si stima che arriverebbero a 5mila, mentre i posti in terapia intensiva occupati a 800.
“Misure imperative”Jacques Fellay è categorico: “Non sarà vietando qualche festival che riusciremo a mantenere il tasso R0 sotto la barra dell’1,2”, ha dichiarato a 24 Heures. Il medico vede una speranza, invece, in un’uscita più graduale possibile: “È imperativo accompagnare questo deconfinamento progressivo”. Oltre alla distanza di due metri tra le persone, o l’uso delle mascherine, Fellay spera che la possibilità di testare, e isolare, più rapidamente i malati aiuti a contenere la seconda ondata. Seconda diffusione dell'epidemia che, conforta lo studioso, se saranno seguite tutte le cautele potrebbe essere non un’ondata, ma un proseguimento dei contagi a regime ridotto.
È possibile trovare tutti i dati dello studio a questo indirizzo.
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