
Uno stetoscopio dotato di intelligenza artificiale, in grado di rilevare la presenza del Covid-19 solo dal rumore emesso dai polmoni. Non si tratta di fantascienza, ma di uno strumento in fase avanzata di sviluppo presso l’università di Ginevra. Il suo ideatore sta raccogliendo tutti i suoni emessi dai polmoni dei suoi pazienti dal 2017, in modo da creare una banca dati che permetterà all’algoritmo dello strumento di distinguere le varie patologie.
“L’idea è nata grazie a mia figlia” spiega il suo creatore “a cui ho dovuto spiegare come per diagnosticare una polmonite sia necessario auscultare i polmoni con uno stetoscopio, e che sono determinati suoni a portarci sulla strada. A quel punto lei mi ha domandato perché non utilizzassi un’applicazione come quelle utilizzate per riconoscere le varie canzoni”
Nasce così l’idea per la creazione di un algoritmo di intelligenza artificiale in grado di riconoscere le varie impronte acustiche, perché il rumore causato dall’asma è diverso rispetto a quello della polmonite o appunto del Covid-19. Non aspettatevi però di vederlo presente negli ospedali tanto presto: al momento esistono infatti solamente dei prototipi che per venir utilizzati richiedono una certificazione, il cui ottenimento richiede diverso tempo, solitamente tra i sette e gli otto mesi.
Questo strumento potrà rendersi utile nella lotta contro il coronavirus, velocizzando di molto i tempi di diagnosi, abbattendone i costi e permettendo così degli screening di massa. Inoltre, data la semplicità dello strumento, questo potrà essere potenzialmente utilizzato da chiunque, e non unicamente dal personale medico come avvenuto finora.
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