Consiglio federale
"Lo stalking va inserito nel Codice penale"
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Keystone-ats
13 giorni fa
Ne è convinto anche il Consiglio federale, che nella sua seduta odierna ha affermato l'esigenza di rendere esplicitamente punibili questi atti persecutori.

In Svizzera, lo stalking deve essere riconosciuto quale reato e di conseguenza introdotto nel Codice penale. Ne è convinto anche il Consiglio federale, che nella sua seduta odierna ha affermato l'esigenza di rendere esplicitamente punibili questi atti persecutori. L'esecutivo ha risposto oggi in maniera affermativa ad una proposta dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N), che ha elaborato un progetto per l'introduzione dello stalking - ovvero il comportamento intenzionale di chi segue, molesta o minaccia insistentemente una persona limitandone il libero modo di vivere e portandola a temere per la propria incolumità - nel Codice penale. Il progetto della CAG-N posto in consultazione prevede di sanzionare simili reati con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

Richieste dell'Esecutivo

L'Esecutivo si è detto favorevole ma propone tuttavia di fissare esplicitamente nel testo normativo che il reato di atti persecutori sussiste qualora il libero modo di vivere della vittima è limitato in maniera intollerabile. Questo requisito intende escludere dalla punibilità ingerenze relativamente lievi nella libertà della vittima. Il governo ricorda che la mole di lavoro e i costi per le autorità inquirenti rischierebbero altrimenti di aumentare. Diversamente da quanto previsto nell'avamprogetto della CAG-N, secondo il Consiglio federale, il perseguimento a querela di parte deve inoltre valere anche nell'ambito delle relazioni di coppia. Stando all'esecutivo già oggi il diritto penale e quello civile permettono di procedere contro singoli comportamenti; per tale ragione il Consiglio federale è stato finora contrario all'introduzione nel Codice penale di una fattispecie esplicita per gli atti persecutori. Anche se il Consiglio federale riconosce l'esigenza di rendere esplicitamente punibili gli atti persecutori, invita a non riporre aspettative troppo elevate nella nuova fattispecie. Proprio per il fatto che singoli atti possono essere di per sé penalmente irrilevanti, anche con una fattispecie specifica resta complicato valutare a partire da quando il libero modo di vivere della vittima è limitato in modo punibile. Inoltre il Consiglio federale ricorda che la mole di lavoro e i costi per le autorità inquirenti potrebbero aumentare.