
E' la svizzera del momento. Perlomeno nei paesi arabi, dove ha posato per il servizio principale dell'edizione di settembre di Vogue Arabia. Rigorosamente in hijab, essendo lei musulmana. Ma se non fosse per questo dettaglio sarebbe impossibile contraddistinguere Yousra Zein dalle sue coetanee. Nonostante parliamo di argomenti delicati che spesso scaldano con toni eccessivi l'opinione pubblica, specialmente in una mattinata dove l'argomento principale è l'attentato di Londra, la 27enne di Losanna si mostra disponibile e scherzosa.
Yousra, nei giorni scorsi in Svizzera è riuscita l'iniziativa per vietare l'uso del burqa e del niqab nei luoghi pubblici. Cosa ne pensi?Penso intanto che questo potrebbe creare qualche problema economico, perché ci sono molti turisti che vengono dai paesi arabi e potrebbero desistere dal venire in Svizzera. E noi siamo un paese neutrale, è un momento di paura globale ma se noi ci lasciamo sopraffare da questi sentimenti negativi allora non ne usciamo più. Le donne che indossano il burqa in Svizzera sono una piccola percentuale, se noi le proibiamo di girare come preferiscono si sentiranno rifiutate e rimarranno segregate in casa. E probabilmente sarà lì, sola ed esclusa dalla società, che saranno fomentate le ideologie integraliste. Però capisco anche che questa non è la cultura del nostro paese, dobbiamo quindi trovare un modo per farle integrare di più facendo capire che lo hijab è un capo che invece è tollerato e può essere interpretato come un messaggio positivo, di una persona musulmana che rispetta le proprie tradizione ma allo stesso tempo è integrata nella società.
Qualora l'iniziativa andrà in votazione cosa voterai?Contro, assolutamente. Ognuno deve essere libero di vestirsi come vuole e preferisco che sia una migliore comunicazione e non una proibizione a convincere le donne musulmane a non indossare il burqa ma optare per altri capi.
Sei giovane, bella e indossi lo hijab. E' mai stato un problema per te?Direi di no. Sono nata e vissuta a Losanna, ho vissuto normalmente la mia vita con i miei amici, di qualunque religione. In ogni comunità ci sono pregiudizi e cattive persone, ma non ho mai fatto in modo che questo condizionasse le mie scelte. A volte mi chiedono perché indosso il velo, ma io sono sempre contenta di rispondere, anche perché è così che si abbattono i muri, anche quelli ideologici. Penso a una persona che era molto curiosa perché non aveva mai visto una persona musulmana e mi aveva riempito di domande... adesso è una delle mie migliori amica e ci frequentiamo da 10 anni!
Quando vai in piscina indossi il burkini?Intanto non vado in piscina in Svizzera proprio perché ci sono i divieti sull'uso del burkini. E anche in quelle che non ci sono mi guardano male e io vado in piscina per rilassarmi o fare sport, non per essere osservata e tantomeno per provocare e mandare messaggi politici. Quindi vado in piscina solo nei paesi arabi: se sono in una piscina pubblica o vado nelle aree riservate alle donne o indosso il burkini. Se invece sono con i miei parenti metto il costume normale.
Durante feste come Natale o Pasqua ci sono sempre polemiche quando qualche docente cerca, nel nome del politically correct, di evitare i riferimenti cristiani. A te hanno mai dato fastidio?Penso a quando ero bambina e andavo a scuola: magari se c'era una funzione religiosa mi proponevano un'attività alternativa, ma poi stavo con i miei compagni ed era bello perché si festeggiava e c'erano dolci. Allo stesso tempo, quando c'erano celebrazioni islamiche, io andavo in classe con qualche dolce tipico e i miei compagni erano contenti perché era un altro momento di festa. E probabilmente questo era il modo migliore per conoscere e capire gli usi e costumi di altre religioni, senza censurare ma vivendo insieme certi momenti. Forse è semplicistico, ma dovremmo tornare tutti un pò bambini...In Svizzera come hanno accolto il servizio con lo hijab che hai fatto per Vogue Arabia?Devo dire bene! Mi sembra che tutti siano orgogliosi del mio servizio, ho ricevuto un sacco di complimenti e anche Le Matin mi ha dedicato un articolo. La mia speranza è che questo sia l'inizio di un cambio di mentalità verso una comunità religiosa che ha una percezione negativa e che invece può essere moderna e ben integrata con la società.
Appunto, percezione negativa. Ritieni che la comunità islamica abbia fatto abbastanza per far cambiare all'opinione pubblica la propria immagine?Bisogna lavorare sui nostri limiti, perché se c'è un'immagine negativa dell'Islam è una nostra responsabilità fare meglio e far veicolare i messaggi giusti. Non posso parlare per tutta la Svizzera, ma ad esempio a Losanna la Moschea ha organizzato open days, permettendo a tutti, adulti e bambini, di conoscere e avvicinarsi alla nostra realtà. E far capire senza ipocrisie che noi siamo contro la violenza e a favore della corretta comunicazione. Tutti, non solo i musulmani, abbiamo la responsabilità di essere buoni cittadini e rispettare la società in cui viviamo, parlando e interagendo tra di noi rispettando le rispettive differenze e culture.
MS
(Foto da Vogue Arabia/Instagram)
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