
La presidente dei Verdi Lisa Mazzone ha focalizzato il suo discorso odierno davanti all'assemblea dei delegati del suo partito a Friburgo sulle ondate di calore dell'estate, puntando il dito contro l'immobilità del governo elvetico. «Il Consiglio federale deve togliere il dipartimento dell'ambiente ad Albert Rösti», ha affermato la ginevrina: il governo ha delle responsabilità e per farvi fronte deve decisamente «cambiare rotta». Secondo Mazzone, l'esecutivo «deve mettere il clima come priorità, adottare misure urgenti per adattare le nostre città e le nostre campagne, investire fortemente nella protezione del clima uscendo dalla dannosa dipendenza dai combustibili fossili.»
La presidente dei Verdi ha stigmatizzato il silenzio del Consiglio federale nel corso della rovente estate appena trascorsa. «Peggio ancora: le prime decisioni del governo al rientro sono state innanzitutto quelle di respingere l'iniziativa sulla piazza finanziaria sostenibile, che potrebbe permettere di avere un impatto significativo sul clima mondiale», ha constatato. Inoltre - ha enfatizzato Mazzone - il Consiglio federale ha pure «assegnato 900 milioni supplementari all'esercito, e non un solo franco in più per proteggere il clima».
Chiaro no a iniziativa neutralità
La giornata è stata dedicata anche alle votazioni federali del prossimo mese. I circa 120 delegati presenti hanno respinto senza opposizioni l'iniziativa sulla neutralità, promossa dall'UDC, mentre per quanto riguarda il secondo oggetto, l'iniziativa sull'alimentazione, era già stato deciso a marzo di lasciare libertà di voto. «Tanto pericolosa quanto inutile, l'iniziativa sulla neutralità privilegia gli interessi economici di una manciata di aziende rispetto alle vite umane», ha denunciato il consigliere nazionale ginevrino Rudi Berli. In caso di sì, è stato fatto notare, la Svizzera dovrebbe revocare le sanzioni contro Mosca e le imprese sarebbero libere di fare affari con i russi, alimentando il loro sforzo bellico.
Inoltre, i delegati ecologisti si sono espressi sui quattro temi su cui l'elettorato voterà il 29 di novembre. Due sono stati bocciati, ovvero la modifica della legge sul materiale bellico e l'iniziativa del Centro «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi - Basta con la discriminazione del matrimonio!». Hanno invece ricevuto il via libera l'iniziativa per limitare i fuochi d'artificio e il decreto federale sul finanziamento supplementare dell'AVS mediante l'aumento dell'IVA.

