
L'iniziativa popolare "Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli" viola il principio della proporzionalità, un pilastro dello Stato di diritto. A nome del Consiglio federale, la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Simonetta Sommaruga ha invitato oggi popolo e Cantoni a respingere il testo di Marche Blanche. Un'iniziativa che, secondo i primi sondaggi, si appresta ad essere plebiscitata dal popolo svizzero, il prossimo 18 maggio.
Il governo condivide l'obiettivo degli iniziativisti, ossia di evitare la recidiva di abusi sessuali nei confronti di minori e adulti indifesi. Ma l'iniziativa chiede di pronunciare obbligatoriamente l'interdizione a vita di esercitare un'attività professionale od onorifica in seguito a ogni condanna per reati sessuali commessi su bambini o persone dipendenti.
Tale automatismo è in contrasto con i principali valori alla base del nostro Stato di diritto, in particolare con il principio della proporzionalità: i giudici infatti sarebbero tenuti a trattare uno stupratore pedocriminale pericoloso alla stessa stregua di un criminale non a rischio di recidiva, ha detto Sommaruga.
Consiglio federale e parlamento hanno dunque elaborato un controprogetto indiretto, ossia a livello di legge, che entrerà presumibilmente in vigore il prossimo primo gennaio. Per Sommaruga, la norma garantisce una migliore e più ampia protezione della proposta di modifica costituzionale.
La revisione di legge protegge i minori e le altre persone vulnerabili non solo da reati sessuali, ma da tutte le forme di violenza fisica o psichica. La nuova interdizione di esercitare un'attività professionale potrà essere estesa a tutti coloro che hanno commesso un crimine o un delitto su minori o altre persone vulnerabili.
Le nuove disposizioni permetteranno al giudice non solo di vietare al criminale recidivo qualsiasi attività professionale oppure onorifica con altre potenziali vittime, ma anche di accedere ad aree determinate o d'intrattenere contatti con minori o altre persone vulnerabili sia nel settore privato sia in internet.
A differenza dell'iniziativa, la modifica di legge tiene conto del singolo caso. Prevede anch'essa un'interdizione a vita da pronunciare però solamente quando è considerata l'unico modo per proteggere la società da un criminale. Nel caso di reati sessuali di una certa gravità, il giudice deve ordinare l'interdizione per dieci anni, mentre, per reati sessuali lievi e altri crimini e delitti, deciderà se, nel caso singolo, vada disposta un'interdizione di un massimo di dieci anni. Se necessario, la misura potrà essere prolungata di cinque anni.
Il nuovo articolo di legge introduce un estratto specifico del casellario giudiziale su cui figurano l'interdizione di esercitare un'attività, nonché i divieti di avere contatti o di accedere ad aree determinate a tutela dei minori. Il nuovo estratto permette ai datori di lavoro e alle associazioni ricreative di accertare se sussiste un tale divieto nei confronti di candidati o collaboratori.
Il Consiglio federale desidera che tutti nella nostra società continuino a porre l'accento sulle misure preventive quali la sensibilizzazione dei minori, la formazione del personale addetto all'assistenza e sui meccanismi di controllo appropriati presso le scuole, gli istituti e altre istituzioni.
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