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Svizzera
L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti verso la bocciatura
L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti verso la bocciatura
L'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti verso la bocciatura
Redazione
8 anni fa
L'unico oggetto in votazione il prossimo 10 febbraio, sembra aver perso il favore degli svizzeri

L'iniziativa popolare "contro la dispersione degli insediamenti", solo oggetto in votazione il prossimo 10 febbraio, sembra aver perso il favore degli svizzeri, stando al secondo sondaggio SSR pubblicato oggi. Solo il 47% degli interpellati si dice ancora favorevole, contro il 63% di dicembre, mentre il 49% è ormai contrario.

La maggioranza "si è rovesciata rispetto al primo sondaggio SSR realizzato in dicembre", sottolinea l'istituto gfs.bern che ha realizzato il sondaggio per l'ente radiotelevisivo. Gli oppositori beneficiano ormai di un debole vantaggio di due punti percentuali.

Rispetto al primo sondaggio, l'adesione all'iniziativa dei Giovani Verdi - mirante a vietare la creazione di nuove zone edificabili a meno che non venga messa a disposizione una nuova superficie di dimensioni almeno equivalenti - è venuta meno soprattutto fra gli elettori del centrodestra, a seguito delle parole d'ordine dei partiti borghesi.

I simpatizzanti dei Verdi e del Partito socialista sono ancora "assolutamente" o "piuttosto" favorevoli all'iniziativa con buone maggioranze, rispettivamente del 75% e del 67%, contro l'87 e il 76% di dicembre. Tra i Verdi liberali i più o meno favorevoli sono invece ormai solo il 51% (61%).

Per quanto riguarda i partiti borghesi, la proporzione maggiore di sostenitori si trova ancora tra gli elettori dell'UDC, favorevoli per il 42%. Un mese fa erano però il 65%.

La tendenza verso il no è ancora più marcata tra i simpatizzanti del PPD e del PLR, in maggioranza scettici già al primo sondaggio: solo il 22% dei primi e il 24% dei secondi contano ancora di votare sì. Fra le file del PBD sono il 36%.

Una tendenza verso il no si profila nelle tre principali regioni linguistiche, in modo tuttavia maggiore nella Svizzera tedesca, dove la parte del no è salita al 50%, contro il 28% di dicembre, mentre i sì sono scesi dal 65% al 48%. In Romandia il no è al 48%, contro il 34% di un mese fa.

Solo la Svizzera italiana conta ancora una debole maggioranza di favorevoli all'iniziativa (51%, contro il 58% in dicembre), mentre i contrari sono saliti dal 36 al 45% (il restante 4% è indeciso o ha rifiutato di rispondere, contro il 6% in dicembre).

Le donne, le persone poco formate o a basso reddito, come pure i cittadini che in genere diffidano del governo si mostrano meglio disposti verso l'iniziativa rispetto alle controparti.

Una netta tendenza verso il no si profila fuori dalle città. Mentre le zone urbane presentano ancora una debole maggioranza di fautori del sì, l'evoluzione si è rovesciata nelle altre regioni. Nelle zone rurali il 54% è ormai contrario al testo sottoposto al giudizio delle urne. A differenza dell'iniziativa sulle residenze secondarie, esso avrebbe ripercussioni dirette su tutte le regioni rurali della Svizzera.

Come spesso avviene per le iniziative popolari, più ci si avvicina al giorno del voto più i consensi diminuiscono. La prima inchiesta per la SSR, realizzata tra il 4 e il 13 dicembre e pubblicata il 21, dava un 63% di favorevoli. Il primo sondaggio Tamedia, condotto tra il 20 e il 21 dicembre e pubblicato il 28, dava invece una maggioranza del 54% soltanto, poi ridottasi al 52% nella seconda inchiesta resa nota il 16 gennaio.

Questo secondo sondaggio per la SSR è stato realizzato tra il 16 e il 23 gennaio per telefono e online presso 4699 persone rappresentative dell'elettorato elvetico. Il margine di errore è calcolato in un +/- 2,7 punti percentuali.

Sondaggio TamediaPure oggi è stato pubblicato il terzo sondaggio Tamedia. Secondo l'indagine svolta online tra il 24 e il 25 gennaio con la partecipazione di 11'853 persone (margine d'errore dato a 1,5 punti percentuali) i favorevoli all'iniziativa sono ormai soltanto il 37% mentre i contrari sono il 62%. Solo l'1% non sa ancora come votare.

Diversamente dal sondaggio SSR, quello del gruppo editoriale zurighese indica che anche nelle città l'iniziativa non seduce più una maggioranza: solo il 40% la voterebbe ancora. Per quanto riguarda i partiti, solo ecologisti e socialisti continuano a sostenerla: i primi massicciamente (79%), ma i secondi soltanto di misura (54%, contro il 67% indicato dal sondaggio SSR).

L'indagine mostra pure che l'argomento principale invocato dagli oppositori è che la dispersione degli insediamenti è già frenata dalla riveduta legge sulla pianificazione del territorio. Meno citato quello di un probabile aumento dei prezzi di terreni e alloggi.

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