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Svizzera
L'iniziativa 13esima AVS "è necessaria per una vecchiaia dignitosa"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
3 anni fa
È quanto ritiene l'Associazione per vecchi, invalidi, vedove e orfani (AVIVO), secondo cui un sì all'iniziativa "è un reale miglioramento della qualità di vita degli anziani".

Tutto diventa più caro, solo le rendite AVS non salgono: per questo una tredicesima mensilità è indispensabile - e spesso di vitale importanza - per garantire una vecchiaia dignitosa. Lo sostiene l'Associazione per vecchi, invalidi, vedove e orfani (AVIVO) in vista della votazione federale del 3 marzo. Nonostante alcuni difetti, l'AVS è una benedizione per la gran parte dei pensionati, è stato affermato oggi in una conferenza stampa a Berna. Molti anziani faticano ad arrivare alla fine del mese, con la rendita di vecchiaia che spesso è la loro unica fonte di guadagno. E ciò sebbene la Costituzione federale preveda che "le rendite debbano coprire adeguatamente il fabbisogno vitale".

La situazione attuale in Svizzera

In Svizzera, secondo un rapporto dell'Osservatorio nazionale della vecchiaia, nel 2022 circa 200'000 pensionati vivevano con un reddito inferiore alla soglia di povertà (vale a dire con meno di 2'279 franchi al mese per persona) e altri 100'000 appena al di sopra. La precarietà - è stato ricordato - colpisce in particolare le donne: in molti casi al momento del pensionamento non hanno versato abbastanza per ottenere la rendita piena. Ciò perché nel corso della loro vita hanno lavorato a tempo parziale o si sono perfino ritirate dal mondo del lavoro per prendersi cura dei figli - notoriamente un lavoro non retribuito. Molte donne sono anche state attive in professioni mal retribuite. Non va nemmeno dimenticata la situazione di artisti e sportivi, confrontati ad entrate irregolari prima del pensionamento. In questo contesto le prestazioni complementari non sono la soluzione: vi sono barriere amministrative, e in molti hanno vergogna a richiederle, è ancora stato affermato. In ogni caso, contrariamente a quanto sostengono gli oppositori all'iniziativa "Vivere meglio la pensione", esse non scenderanno qualora il testo dovesse essere accolto alle urne: l'iniziativa prevede infatti espressamente che le rendite aumentino anche per chi beneficia di prestazioni complementari.

La posizione di AVIVO

Gli esponenti di AVIVO hanno poi contestato le argomentazioni dei contrari all'iniziativa lanciata dai sindacati e sostenuta dalla sinistra secondo cui i soldi per una tredicesima mensilità non ci sarebbero. L'AVS non è in rosso, hanno sottolineato, e le riserve al 2030 ammonterebbero a 49 miliardi di franchi pure con l'introduzione della tredicesima, e anche se a medio termine dovesse rendersi necessario un incremento dei contributi, si tratterebbe di uno 0,8% ripartito in parti uguali tra datore di lavoro e dipendente. Sono possibili anche altre piste, come un'imposta sulle transazioni finanziarie, un aumento del contributo della Confederazione o un lieve incremento dell'IVA.

"Un adeguamento logico alla tredicesima mensilità del salario"

Secondo AVIVO, l'AVS è un atto di rispetto e di solidarietà tra le generazioni ed è giusta in quanto - a differenza del secondo pilastro - l'aliquota dei contributi versati è la stessa per tutti. Si tratta di un sistema non solo solidale, ma anche semplice e trasparente. "Non chiediamo la luna": la tredicesima rendita è semplicemente un adeguamento logico alla tredicesima mensilità del salario. Dire "sì" all'iniziativa significa permettere un reale miglioramento della qualità di vita degli anziani. Allo stesso tempo AVIVO respinge l'altra iniziativa in materia su cui il popolo è chiamato a votare il 3 marzo, ossia quella "Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile": un'iniziativa costruisce, una destabilizza, è stato sottolineato.