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Svizzera
Lingue: Romandia e Ticino "scioccati" da decisione turgoviese
Redazione
12 anni fa

La Conferenza intercantonale dell'istruzione pubblica della Svizzera romanda e del Ticino (CIIP) si dice "scioccata" dalla decisione turgoviese di eliminare l'insegnamento obbligatorio di una seconda lingua dalle scuole elementari. La misura disturba soprattutto perché di fatto rinvia il francese alla scuola media. L'altro ieri il Gran Consiglio, contro il volere del governo, ha adottato una mozione in questo senso con 71 voti a 49. Il "modello 3/5" deciso nel 2004 dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), che prevede un primo idioma "straniero" in terza e un secondo in quinta, è rilevante per la coesione nazionale e la diversità culturale e linguistica, afferma oggi la CIIP in un comunicato. Da mesi quest'ultima osserva con preoccupazione le accese discussioni, anche politiche, in alcuni cantoni svizzero tedeschi circa l'insegnamento delle lingue. I rappresentanti della CIIP si augurano che la decisione del parlamento turgoviese non venga applicata e intendono far pressione, nell'ambito della CDPE, perché la strategia sulle lingue venga attuata senza eccezioni. La questione occupa anche l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE). Il suo presidente, l'ex consigliere nazionale liberale ginevrino Jacques-Simon Eggly, presentando ieri i lavori del 92esimo congresso, ha sostenuto che il mancato insegnamento del francese come primo idioma dopo la lingua nazionale nella Svizzera tedesca sarebbe preoccupante.

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