
Promuovere l'apprendimento di una lingua nazionale è un'ottima cosa, ma non basta, sostiene uno studio del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS). Gli studiosi raccomandano da un lato più traduzioni nelle lingue dei migranti, soprattutto nei settori dell'educazione, dell'aiuto sociale e della sanità, dall'altro una modifica dello statuto dell'inglese, che dovrebbe diventare "lingua aufficiale parziale". Se lo Stato comunicasse maggiormente nella lingua di Shakespeare, favorirebbe il reclutamento di professionisti stranieri altamente qualificati e particolarmente ricercati dall'economia. Vista la grande mobilità di queste persone, sarebbe "molto difficile" costringerle a imparare un idioma nazionale, indica un comunicato stampa del FNS diffuso oggi. ATS
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