
L'industria svizzera degli eventi si oppone a una riduzione del canone radiotelevisivo: il settore teme gravi conseguenze per la vita culturale in Svizzera se l'iniziativa «200 franchi bastano!», sulla quale il popolo è chiamato a esprimersi l'8 marzo, dovesse essere approvata. Numerosi eventi culturali e sportivi dal vivo dipendono dal sostegno mediatico dei media di servizio pubblico, ha comunicato oggi l'Alleanza delle associazioni di categoria.
Le motivazioni
La SSR svolge un ruolo fondamentale con i suoi importanti contributi alla promozione e, quindi, indirettamente al finanziamento degli eventi dal vivo. Le trasmissioni in diretta di grandi eventi sportivi come gare di sci e feste di lotta svizzera, oppure di grandi manifestazioni di carattere culturale, non sarebbero più finanziabili con l'incombente taglio del canone, si legge nella nota. La riduzione del canone colpirebbe anche eventi di media e piccola dimensione nei settori della cultura e dello sport, per i quali un'ampia copertura mediatica è decisiva per la visibilità e il successo. La presenza e la promozione da parte del servizio pubblico di radiodiffusione generano interesse e attirano ulteriori sponsor e finanziatori. Senza questo sostegno mediatico, molti eventi non riceverebbero l'attenzione necessaria, con un conseguente calo delle sponsorizzazioni e del supporto finanziario, scrive l'Alleanza.
Chi sarebbe colpito
La riduzione colpirebbe in modo particolare il settore degli eventi, precisa il comunicato. In questo ambito ampiamente ramificato operano innumerevoli PMI svizzere radicate a livello locale e i loro fornitori. Ne fanno parte, ad esempio, organizzatori di concerti, enti fieristici, gestori di stadi, teatri, aziende di produzione o anche imprese di catering. L'iniziativa popolare «200 franchi bastano (Iniziativa SSR)» intende sancire nella Costituzione federale che la Confederazione riscuota un canone annuo di 200 franchi per finanziare i programmi radiotelevisivi che forniscono un servizio indispensabile alla collettività esclusivamente dalle economie domestiche di tipo privato. I promotori dell'iniziativa sostengono che sia necessaria una riduzione del carico per le famiglie in un periodo di aumento dei premi delle casse malati e degli affitti.
La situazione
Gli svizzeri pagano oggi i canoni radio-TV più alti al mondo. In particolare, il comitato d'iniziativa chiede che la SSR si concentri sul suo mandato principale. La SSR si starebbe espandendo sempre più nei settori dell'intrattenimento, hanno criticato rappresentanti dell'UDC, durante il dibattito del Consiglio nazionale sull'iniziativa a giugno.

