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Svizzera
L'inasprimento della Lex Koller non convince tutti
Chiara Zocchetti
Chiara Zocchetti
Ats
8 ore fa
UDC e PS accolgono con favore le proposte del Consiglio federale e vedrebbero di buon occhio un loro ulteriore inasprimento delle regole - Il Centro e le società immobiliari, invece, mettono in guardia dalle possibili ricadute negative

Non c'è unità nelle reazioni al giro di vite alla Lex Koller proposto dal Consiglio federale. UDC e PS accolgono con favore le proposte, e vedrebbero di buon occhio un loro ulteriore inasprimento. Il Centro e le società immobiliari, invece, mettono in guardia dalle possibili ricadute negative.

La revisione della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE, nota come Lex Koller) prevede che i cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione europea e all'AELS necessiteranno di un'autorizzazione per acquistare un'abitazione principale, che dovranno poi rivendere entro due anni nel caso si trasferiscano.

Il Consiglio federale intende inoltre limitare l'acquisto di case di vacanza e di unità abitative in apparthotel da parte di persone residenti all'estero, riducendo i contingenti annui assegnati ai Cantoni e reintroducendo l'obbligo di autorizzazione quando un alloggio di questo tipo viene venduto da uno straniero a un altro straniero.

È pure previsto un giro di vite per gli immobili commerciali: le persone residenti all'estero non potranno più comprarne a scopo di locazione, ma potranno continuare ad acquistarne senza autorizzazione se intendono utilizzarli per la propria attività. Infine, il progetto introduce un divieto generale per gli stranieri di acquistare azioni quotate di società immobiliari residenziali e quote negoziate regolarmente di fondi immobiliari e SICAV (società d'investimento a capitale variabile).

«Si tratta di un miglioramento atteso da tempo per gli inquilini e per chi desidera acquistare una casa», ha dichiarato la vicepresidente del Partito socialista e consigliera nazionale Jacqueline Badran. Oggi, fa notare la zurighese, gli investitori stranieri possono entrare nel mercato immobiliare svizzero semplicemente acquistando azioni in borsa, aggirando così la Lex Koller.

Una posizione analoga è espressa dall'UDC, secondo cui il capitale straniero contribuisce ad alimentare l'aumento dei prezzi degli immobili. Il partito vorrebbe che le norme fossero ancora più restrittive, includendo anche i cittadini dell'UE e i frontalieri.

Di tutt'altro avviso il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), secondo cui i piani del Consiglio federale danneggerebbero le regioni alpine senza contribuire a risolvere la carenza di alloggi. Secondo il SAB, la causa principale del problema risiede nella pianificazione territoriale, che frena la densificazione edilizia auspicata nei centri urbani.

Anche secondo il Centro le cause sono da ricercare nelle lunghe procedure e nelle norme edilizie restrittive. Il partito considera inoltre un segnale sbagliato il ripristino dell'obbligo di autorizzazione per i cittadini di Paesi terzi residenti in Svizzera. «Chi vive, lavora e paga le imposte nel Paese dovrebbe continuare a poter acquistare un'abitazione di proprietà». SAB e Centro criticano anche la riduzione dei contingenti per le case di vacanza, ritenendo che possa scoraggiare gli investimenti nelle regioni turistiche.

Le misure destinate alle società immobiliari quotate in borsa sono da parte loro definite «irrealistiche» dal presidente della direzione di Hiag Marco Feusi. Le operazioni di borsa, osserva, devono essere eseguite rapidamente e non consentono verifiche preliminari approfondite. A suo avviso, le nuove disposizioni potrebbero spingere diverse società a ritirarsi dalla Borsa svizzera.

Anche Swiss Prime Site, il maggiore gruppo immobiliare del Paese, mette in guardia dalle conseguenze della riforma, sostenendo che essa rimette «fondamentalmente in discussione» la possibilità per le società immobiliari di finanziarsi sul mercato dei capitali. Già in precedenza Daniel Ducrey, CEO di Mobimo, aveva indicato come probabile una revoca della quotazione.

L'unico elemento che raccoglie un consenso trasversale è l'allentamento delle restrizioni sull'acquisto di alloggi per il personale delle strutture alberghiere. Il SAB e il Centro sottolineano l'attuale carenza di alloggi a prezzi accessibili per i dipendenti nelle regioni turistiche, che aggrava la penuria di manodopera qualificata. Anche l'UDC sostiene questa eccezione, a condizione che venga applicata in modo restrittivo dai Cantoni.