
L’importazione in Svizzera di prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali non va vietata “tout court”. Lo pensa la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) secondo cui una mozione adottata dal Nazionale non sarebbe conforme alla normativa dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO).
“Dare maggiore informazioni ai consumatori”
Il Consiglio nazionale aveva approvato lo scorso dicembre il testo di Matthias Aebischer (PS/BE) per 144 voti a 31 e 9 astenuti. Stando alla CSEC-S che ha respinto la mozione per 8 voti a 4, l'obiettivo che propone il consigliere nazionale bernese potrebbe essere realizzato mediante una migliore applicazione dell'ordinanza in vigore e una maggiore informazione dei consumatori.
“Il divieto è l’unico modo per porre fine alle sofferenze animali”
Secondo una minoranza, un simile divieto rappresenta invece l'unico modo di porre fine ai metodi palesemente incompatibili con il benessere degli animali, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari. Sempre nel corso della sua seduta, la CSEC-S ha stabilito che anche gli agnelli di meno di una settimana di vita debbano essere sottoposti ad anestesia quando si accorcia loro la coda. La commissione suppone che i giovani animali siano già sensibili al dolore, sostiene la nota.
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