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Lavoro
Licenziamenti Credit Suisse? "Non mi sorprenderebbero"
©Gabriele Putzu
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Redazione
3 anni fa
Così Franco Citterio, direttore dell'Associazione Bancaria Ticinese (ABT) commenta le voci che vedono UBS pronta a tagliare il 30% dei dipendenti della forza lavoro complessiva dei due colossi. Interessate le filiali di New York, Londra e alcune aree dell'Asia.

Per ora sono voci, ma UBS sarebbe pronta a tagliare del 30%, ovvero circa 35mila posti di lavoro, la forza lavoro complessiva dopo l'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. A dirlo è stata ieri l'agenza Bloomberg, la quale avrebbe appreso la notizia da fonti ben informate. I tagli dovrebbero avvenire tra luglio e ottobre e colpire le filiali di Londra, New York, così come di alcune aree dell'Asia. "Sono informazioni non ufficiali, quindi le prendo come tali, ma il tipo di misura non mi sorprende", ha detto a Ticinonews Franco Citterio, direttore dell'Associazione Bancaria Ticinese (ABT). "Fondamentalmente si parla di posti di lavoro nel settore dell'investment banking, ramo che da subito è stato ritenuto tra i responsabili della crisi di Credit Suisse. Ridimensionare le attività in questo settore negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Asia fa parte della strategia annunciata a inizio acquisizione", ha continuato l'esperto.

"La situazione in Svizzera è molto differente. Le due grandi banche sono attive da anni e hanno anche delle situazioni di concorrenza. Per questo devono trovare una soluzione che sia un taglio radicale, come sta accadendo all'estero. Il mio auspicio è che si trovi una misura meno dolorosa che possa evitare spargimenti di sangue", ha aggiunto Citterio.

Associazione impiegati: "grande preoccupazione da mesi tra i collaboratori"

"Appena Bloomberg è uscito con la notizia sui licenziamenti siamo stati sommersi di contatti", afferma Natalie Ferrara, responsabile dell'Associazione svizzera degli impiegati di banca. La preoccupazione è molta, anche quando si parla di notizie che non sono state ancora confermate dalle aziende, come è il caso per i tagli paventati da Bloomberg. Lo stesso sentimento, prosegue Ferrara, mette ormai alla prova i collaboratori e le collaboratrici di Credit Suisse da quando è stata annunciata la fusione con Ubs, mesi fa: "la situazione per alcuni e alcune è diventata insostenibile". 
Di fronte a questo quadro, l'Associazione non è rimasta ferma: "Noi abbiamo avanzato le nostre richieste per la Svizzera a Ubs: l'obiettivo è salvaguardare più posti di lavoro possibile". Obiettivo che è perseguito seguendo due diverse vie: da una parte con il taglio del numero minore possibile di posti di lavoro, dall'altra chiedendo la reintegrazione dei posti delocalizzati all'estero in passato. 
In questo senso è vero che Bloomberg fa una distinzione, affermando che la maggior parte dei tagli dovrebbe riguardare posizioni a New York, Londra e in Asia. Tuttavia, ricorda Ferrara, è vero che ci sono studi che parlano di tagli di 12mila posti di lavoro; in mancanza di dichiarazioni da parte di Ubs, non resta che sperare per il meglio.