
L'uomo d'affari svizzero Max Göldi, detenuto da quattro mesi a Tripoli, è stato scarcerato ieri e si trova in un albergo della capitale libica secondo il suo avvocato Salah Zahaf. "Stiamo terminando le procedure amministrative perché possa lasciare il paese", ha aggiunto il legale. Göldi è stato rimesso in libertà con due giorni di anticipo rispetto alla scadenza del 12 giugno, annunciata un mese fa dallo stesso Zahaf. Al manager, 55 anni, che dirigeva la filiale libica di ABB, erano stati inflitti quattro mesi di carcere da un tribunale libico per violazione della legge sull'immigrazione. Era stato fermato il 19 luglio del 2008 in Libia, in segno di ritorsione per l'arresto - alcuni giorni prima in un albergo ginevrino - di Hannibal Gheddafi, uno dei figli del leader libico Muammar, accusato di maltrattamenti nei confronti di due domestici maghrebini. Con Göldi era era finito in manette anche il 70enne Rachid Hamdani, uno svizzero-tunisino domiciliato nella regione di Nyon (VD) e sposato con una ticinese, che dopo una lunga odissea è tornato in Svizzera il 23 febbraio scorso. Max Göldi "sta bene considerate le circostanze", ha detto stamane all'ATS il portavoce dei Amnesty International in Svizzera Daniel Graf. L'organizzazione per i diritti umani chiede ora a Tripoli di fornire un visto d'uscita all'uomo d'affari elvetico e di lasciarlo partire. La consigliera federale Micheline Calmy-Rey si è dichiarata ieri sera a New York "molto felice". La ministra degli esteri si è detta fiduciosa riguardo al ritorno a casa dell'uomo d'affari svizzero nei prossimi giorni. La Calmy-Rey è a New York per l'attesa elezione, oggi, dell'ex consigliere federale Joseph Deiss quale presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. ATS
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