
Dato che la crisi tra Libia e Svizzera, che ha coinvolto tutti i Paesi dell'area Schengen, non accenna a risolversi, Roma ha deciso di prendere misure per aggirare le restrizioni imposte dalla Confederazione a 188 personalità libiche. Nel frattempo, Muammar Gheddafi riserverà all'Italia un «trattamento di favore». È quanto scaturito oggi dalla visita lampo del ministro degli esteri italiano Franco Frattini nella capitale libica. Se entro il 5 aprile - data di entrata in vigore delle nuove norme sui visti Schengen - Tripoli e Berna non troveranno una soluzione alla querelle, l'Italia presenterà una proposta ai 'colleghi' Schengen per consentire alla Libia di superare la lista nera che limita i movimenti in Europa alle 188 personalità libiche, tra le quali lo stesso colonnello Muammar Gheddafi. Frattini ne ha discusso con il premier Baghdadi Mahmoudi e con il collega degli Esteri Moussa Koussa, e ha annunciato che l'iniziativa sarà presentata insieme ai colleghi maltese, spagnolo e portoghese lunedì prossimo, 22 marzo, alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue. Il 4 aprile infatti entra in vigore il nuovo codice sui visti Schengen che prevede, ha ricordato il capo della diplomazia italiana, la possibilità di emettere dei visti a territorialità limitata condivisi da un certo numero di Paesi: ognuno potrà rilasciare un visto per il suo territorio che sarà valido anche per gli altri Paesi Schengen che aderiranno all'iniziativa. Se la crisi tra Libia e Svizzera «non sarà risolta da qui al 4 aprile, l'Italia - ha detto Frattini - proporrà a tutti gli altri Paesi Schengen» di rilasciare i visti alle personalità di Tripoli, anche se la Svizzera «continuasse ad opporsi». Una conferma della «profonda amicizia» fra i due Paesi, ricordata da Frattini, è venuta anche dal «trattamento di favore» - come lo ha definito Koussa - che l'Italia otterrà dalla Libia in tema di concessione di visti, in attesa che la vicenda si risolva. Frattini ha addossato la responsabilità della crisi alla Svizzera: Berna non sembra disponibile, per ora, a tornare sui suoi passi, né ad accettare mediazioni, ha affermato. Neanche, ha sottolineato il ministro italiano, «quella presentata solo quattro giorni fa dal ministro degli Esteri spagnolo Moratinos», che detiene la presidenza di turno dell'Unione europea. La lista nera stilata dalla Confederazione, ha stigmatizzato Frattini, «non corrisponde alle finalità di Schengen, che serve a prevenire l'ingresso di terroristi e criminali in Europa e non ad esercitare pressioni per risolvere crisi diplomatiche bilaterali». Contattato dall'ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha voluto commentare le dichiarazioni odierne di Frattini. Peggiorate le condizioni di Max Göldi In merito a Max Göldi, l'uomo d'affari elvetico imprigionato in Libia per soggiorno illegale, Frattini riferisce che il governo di Tripoli non si opporrà a soluzioni, anche rapide. Saranno valutate le istanze presentate dai legali senza pregiudizi negativi, ha spiegato Frattini sottolineando di aver ricevuto rassicurazione dal primo ministro libico. Le condizioni di salute di Göldi sono intanto peggiorate da quando è stato trasferito in carcere, afferma all'ATS il portavoce di Amnesty International Daniel Graf. Sul suo stato di salute pesa l'incertezza sulla durata della sua detenzione. Göldi «considerava il suo trasferimento in prigione come una tappa intermediaria e contava su un rapido ritorno in patria», ha detto il portavoce della Ong. ATS
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