
I ribelli libici sono entrati la scorsa notte a Tripoli, fino alla Piazza Verde, accolti da una folla festante. La Guardia repubblicana di Muammar Gheddafi si è arresa, così come almeno due, forse tre, dei figli del Colonnello. Del raìs per ora nessuna traccia. Il primo segnale decisivo di una precipitazione degli eventi, nell'assedio alla capitale libica, è stata la notizia clamorosa dell'arresto di Sahif al Islam, considerato il l'erede designato di Muammar Gheddafi. Poi è stato catturato anche Mohammed, l'unico figlio avuto dalla prima moglie Fatima, imprenditore e presidente del Comitato olimpico libico. Agli arresti sarebbe anche Saadi, famoso per le feste e la vita gaudente, oltre che per essere stato un mediocre calciatore che qualche anno fa militò anche in alcune squadre italiane. "Il regime di Gheddafi sta crollando", si rallegra la Nato. "Quello a cui stiamo assistendo è il crollo del regime", ha detto ieri sera all'agenzia France Presse il portavoce dell'Alleanza Atlantica, Oana Lungescu, dopo l'offensiva lanciata dai ribelli a Tripoli. Secondo il corrispondente di Al Jazira i ribelli controllano ora tutta Tripoli, eccetto il compound di Bab al-Aziziya, rifugio di Muammar Gheddafi. Secondo il cronista, la situazione sul posto è "confusa" ma i ribelli non sono ancora entrati nel quartiere fortificato del colonnello. "Non ci aspettavamo che andasse così, credevamo che (i pro-Gheddafi) ci attaccassero. Pensavamo che ci sarebbero stati cadaveri per tutto il Paese. Invece è stato facile, grazie a Dio": è la testimonianza resa da Rana, una residente di Tripoli, alla Bbc. Rana ha detto che centinaia di residenti della capitale si sono riversati nelle strade per festeggiare i ribelli. I ribelli libici affermano, secondo quanto riporta Al Jazira, di aver preso la sede della radio e televisione di stato a Tripoli. Secondo il sito della Bbc, la tv di stato libica ha annunciato che le sue trasmissioni sono state oscurate. Il regime del colonnello Muammar Gheddafi ha raggiunto "il punto di non ritorno" ed il "tiranno" libico se ne deve andare per evitare un bagno di sangue, ha affermato il presidente americano Barack Obama, che ha invitato poi i ribelli a rispettare i diritti umani, preservare le istituzioni dello Stato ed il cammino verso la democrazia. ATS
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