
Alla luce delle recenti aperture legali in Uruguay, Colorado (USA) e in Spagna, la Commissione federale per le questioni relative alla droga (CFQD) intende rilanciare il dibattito sulla sua legalizzazione della marijuana anche in Svizzera. L'impulso non dovrebbe tuttavia venire da Berna, ma maturare a livello cantonale. "I diversi modelli in vigore nel mondo devono essere studiati e analizzati nel nostro paese", ha indicato all'ats Toni Berthel, presidente della CFQD e membro della Società svizzera di medicina delle dipendenze, tornando su una notizia pubblicata oggi dal settimanale "Schweiz am Sonntag". Berthel si rifà in particolare alle esperienze maturate in Colorado, dove sono stati aperti i primi negozi per la vendita legale di marijuana per uso personale, e in Uruguay, dove è stata adottata una legge che autorizza la produzione e la vendita di canapa sotto controllo statale. "I membri della nostra commissione desiderano essere informati sulle esperienze in materia di commercio controllato di sostanze psicotrope", aggiunge Berthel, sottolineando come i giovani continuino ad essere esposti al mercato nero in Svizzera, "ciò che non costituisce una soluzione". "Città come Zurigo, Basilea, Berna o Ginevra sono più reattive rispetto alla Confederazione nel dossier della canapa", constata ancora il presidente della CFQD. Alla fine dello scorso anno, un gruppo di deputati ginevrini ha proposto un'esperienza pilota: autorizzare per tre anni nel cantone la coltura, la distribuzione e il consumo di canapa nel quadro di associazioni controllate, denominate "Cannabis Social Club" e ispirate a quanto esiste in Spagna dal 2002. Questa soluzione ha recentemente ispirato anche l'Associazione Cannabis Ricreativa Ticino (ACRT), che ha inoltrato al Consiglio federale un progetto di regolamentazione dell'uso ricreativo della canapa. Attualmente, in base alla legge in vigore dallo scorso mese di ottobre, un adulto sorpreso a fumare uno spinello può evitare l'apertura di una procedura penale pagando una multa di 100 franchi. La prassi varia tuttavia ancora molto da un cantone all'altro.
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