
La votazione dell'8 febbraio sulla libera circolazione riveste un'"importanza capitale" per la Svizzera. Lo ha ribadito stamani a Berna il presidente del PPD svizzero Christophe Darbellay, sostenendo che un "sì è essenziale per l'economia e gli impieghi". Per via della "clausola ghigliottina", opporsi alla riconferma dell'accordo con l'Unione europea (UE) sulla libera circolazione delle persone e alla sua estensione a Romania e Bulgaria significa respingere l'intera via bilaterale, ha ricordato il consigliere nazionale vallesano. Ciò significa "spararsi una pallottola sui piedi". Darbellay ha aggiunto che "gli accordi bilaterali funzionano e sono un successo per l'economia. I timori espressi prima dell'entrata in vigore della libera circolazione si sono rivelati infondati". "Un franco su tre guadagnati in Svizzera proviene dalle esportazioni verso l'UE", ha sottolineato la consigliera nazionale Brigitte Häberli (PPD/TG). Non si può voltare le spalle al nostro principale partner commerciale, soprattutto nel momento in cui l'economia sta attraversando un momento difficile, ha esclamato. Secondo il PPD non vi è un piano "B". Tutti i parlamentari federali democratici cristiani sostengono l'accordo di libera circolazione, ha ricordato Darbellay. Secondo il primo sondaggio SSR SRG idée suisse, l'elettorato PPD propende per il "sì" nella misura del 55%, contro il 30% di "no" e il 15% di indecisi. ATS
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