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Svizzera
Libera circolazione, organizzazioni economiche a favore
Redazione
18 anni fa

Le grandi organizzazioni economiche sostengono unanimemente la proroga degli accordi di libera circolazione con l'Ue e l'estensione a Romania e Bulgaria. Un "no" l'8 febbraio avrebbe conseguenze disastrose, sostengono. Se la Svizzera rifiuta di rinnovare l'accordo di libera circolazioni, tutti gli accordi bilatelrali I, che hanno dato buoni frutti, scompariranno, hanno sottolineato in una conferenza stampa oggi a Berna economiesuisse, l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) e l'Unione svizzera dei contadini (USC). La proroga è vitale per l'impiego, la piazza economica e la prosperità svizzera, in particolare in un periodo di rallentamento economico, sostengono le quattro organizzazioni. Rinunciare all'accordo di libera circolazione sarebbe "un autogoal" per l'economia, le piccole e medie imprese e i contadini. Un posto di lavoro su tre in Svizzera dipende dalle esportazioni verso l'Unione europea, ha sottolineato Gerold Bührer, presidente di economiesuisse. Il libero accesso ai mercati europei è decisivo per le imprese elvetiche. Se il rinnovo dell'accordo di libera circolazione dovesse essere bocciato in votazione, tutti gli altri accordi bilaterali I cadrebbero e questo non è nell'interesse del nostro paese, ha aggiunto Bührer. Se nuovi negoziati saranno necessari è molto probabile che Bruxelles ponga condizioni riguardo alla fiscalità e al segreto bancario. Le piccole e medie imprese (PMI) sono fra le principali beneficiarie degli accordi bilateri, ricorda il vicepresidente dell'USAM, Dino Venezia. La revoca dell'accordo sarebbe quindi una catastrofe per loro. I timori legati all'estensione a Romania e Bulgaria sono infondati per Rudolf Stämpfli, presidente dell'USI. "La libera circolazione non ha nulla a che vedere con la questione dei rom, del turismo criminale gli abusi in materia di asilo", ha detto aggiungendo che la disponibilità di lavoratori qualificati è un fattore decisivo per la piazza economica elvetica. Anche il mercato del lavoro agricolo si troverebbe in grave difficoltà se il rinnovo dell'accordo di libera circolazione dovesse essere rifiutato, ha aggiunto il presidente dei contadini e consigliere nazionale UDC Hansjörg Walter. Le colture "che richiedono molta manodopera, come quella ortofrutticola, delle bacche o la viticoltura [...] rischierebbero di essere delocalizzate all'estero". ATS

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