
Per la destra nazionalista, la clausola ghigliottina è una "leggenda senza fondamenta". L'ASNI ha minimizzato oggi le conseguenze di un "no" alla riconferma dell'accordo sulla libera circolazione delle persone e la sua estensione a Romania e Bulgaria. L'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) ha nuovamente condannato la fusione in un solo "pacchetto" dei due capitoli dell'accordo "riconferma" ed "estensione". Convinta che la concessione della libera circolazione a Bulgari e Romeni provocherà perdite di posti di lavoro, pressioni sui salari e aumento della criminalità, l'ASNI s'impegna nella battaglia con una somma che varia tra i 100'000 e i 500'000 franchi. Analogamente a Christoph Blocher due settimane fa, l'ASNI non crede che un rifiuto l'8 febbraio prossimo provocherà il crollo dell'intero edificio dei bilaterali. Secondo il vicepresidente Luzi Stamm, nulla costringerebbe il Consiglio federale a notificare, entro il 31 maggio, la disdetta degli accordi già conclusi. Il governo avrebbe dunque tutto il tempo per tornare in parlamento con due priorità distinte o per fissare un termine con l'Unione europea (UE) per trovare una nuova soluzione. Il Consiglio federale potrebbe pure indicare a Bruxelles che la Svizzera si oppone soltanto all'estensione dell'accordo di libera circolazione. In tal caso, la palla ritornerebbe nel campo europeo. Potrebbero tenersi nuovi negoziati. Luzi Stamm non crede che l'UE denuncerebbe di propria iniziativa il primo pacchetto di accordi bilaterali, dato che certi membri dell'UE, in particolare i paesi limitrofi della Svizzera, hanno tutto l'interesse a mantenere questi accordi. ATS
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