
Al Nazionale non piace la "Lex Usa", la legge federale urgente presentata dal Consiglio federale per agevolare la ricerca di una soluzione nella vertenza che oppone alcune banche elvetiche al fisco americano già approvata dagli Stati. Confermando i calcoli della vigilia, la Camera del popolo ha rifiutato oggi l'entrata in materia per 126 voti a 67 (2 astenuti). Il dossier ritorna agli Stati, che un po' a sorpresa avevano approvato la legge la settimana scorsa. Qualora i "senatori" - probabilmente domani - dovessero ribadire il primo voto, la Camera del popolo tornerebbe ad esaminare il tema; un altro no all'entrata in materia significherebbe la "condanna a morte" pura e semplice del progetto governativo. L'entrata in materia, alla fine è stata sostenuta solo dal PPD, dai Verdi, Verdi Liberali e dai Borghesi Democratici di Eveline Widmer Schlumpf. E così i due parlamentari ticinesi Marco Romano e Fabio Regazzi hanno votato per aprire il dibattito sulla legge urgente. Ma, tra i rappresentanti del nostro Cantone, sono gli unici. La consigliera nazionale Marina Carobbio ha infatti respinto l'entrata in materia, come la grande maggioranza dei deputati del suo partito, il PS. All'interno del PLR, che ha votato praticamente all'unanimità per la non entrata in materia, Ignazio Cassis ha seguito la linea del partito, mentre Fulvio Pelli era assente. Nel gruppo UDC il rifiuto all'entrata in materia è stato compatto. Tutti hanno bocciato la "Lex Usa", compresi i ticinesi Pierre Rusconi, Lorenzo Quadri (Lega) e Roberta Pantani (Lega). Lorenzo Quadri è stato il primo a commentare la notizia su Twitter: "No ai ricatti terroristici degli States".ATS/red
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