
A oltre quattro anni dalla sentenza di primo grado, tra una settimana l'ex direttore generale (CEO) di Raiffeisen Pierin Vincenz e coimputati tornano alla sbarra al Tribunale cantonale di Zurigo per il processo d'appello relativo a una vicenda giudiziaria dalle proporzioni considerevoli.
Il dibattimento inizierà il 10 e dovrebbe durare fino al 21 agosto. A causa delle dimensioni eccezionali degli atti e della complessità del procedimento, la corte suprema zurighese ha previsto un numero insolitamente elevato di giorni di udienza.
In primo grado, nell'aprile del 2022 il Tribunale distrettuale di Zurigo aveva emesso sentenze severe: Vincenz era stato condannato a una pena detentiva senza condizionale di tre anni e nove mesi; il suo ex socio in affari, Beat Stocker, al carcere per quattro anni. Questi due principali imputati sono stati riconosciuti colpevoli, tra l'altro, di truffa, amministrazione infedele e corruzione passiva.
Partecipazioni occulte e spese ingenti
Al centro delle accuse vi sono alcune acquisizioni aziendali, nel corso delle quali i principali imputati si sarebbero arricchiti in modo illecito. Vincenz e Stocker avrebbero acquisito segretamente partecipazioni in diverse società. Successivamente, avrebbero fatto in modo che tali aziende venissero acquistate da Raiffeisen o dalla ex società di carte di credito Aduno, di cui Stocker era direttore. Grazie a questa manovra, i due avrebbero realizzato utili milionari.
Un altro aspetto del processo riguarda le spese dell'ex banchiere. La procura ha accusato Vincenz di aver abusato delle carte di credito aziendali per scopi privati, parlando di un «Tour de Suisse nel mondo a luci rosse». Vincenz ha addebitato alla banca visite a strip club, viaggi a Dubai (Emirati Arabi Uniti) o un appuntamento via il sito di incontri Tinder. In tribunale ha sempre giustificato tali spese come attività volte a curare le relazioni d'affari. Il tribunale ha tuttavia stabilito che ciò non era nell'interesse di Raiffeisen.
Lunga battaglia legale
Il fatto che la corte d'appello esamini il caso quest'estate è il risultato di una lunga controversia giuridica. Inizialmente il Tribunale cantonale non intendeva affatto procedere con il processo e nel febbraio 2024 ha annullato la sentenza di primo grado. L'atto d'accusa, di 356 pagine, per i supremi giudici zurighesi in alcuni punti era inutilmente prolisso e dettagliato, il che avrebbe reso difficile una difesa efficace. Inoltre non sarebbe stato tradotto integralmente per un coimputato di lingua francese. Il caso avrebbe quindi dovuto essere rinviato al Ministero pubblico affinché redigesse un nuovo atto d'accusa.
La procura si è tuttavia opposta con successo a tale decisione. All'inizio del 2025, il Tribunale federale (TF) ha stabilito che l'atto d'accusa era ammissibile e non eccessivamente dettagliato. La massima autorità giudiziaria di Losanna ha ripristinato la validità della prima sentenza e ha rinviato il caso al Tribunale cantonale affinché ne esaminasse il merito.
Nella primavera di quest'anno, gli avvocati degli imputati hanno chiesto il rinvio del processo d'appello, giustificando la decisione con ricorsi ancora pendenti dinanzi al TF. Il Tribunale cantonale ha tuttavia respinto la richiesta.
Ville vendute per milioni
In relazione alla vicenda giudiziaria, vi sono stati cambiamenti nella situazione patrimoniale privata di Vincenz: diversi suoi immobili hanno cambiato proprietario. Una villa di vacanza a Morcote è stata venduta in un'asta giudiziaria per circa quattro milioni di franchi. Anche la villa di Vincenz a Niederteufen (AR) è stata venduta, con un ricavo pari a circa dieci milioni.
Nonostante il processo alle porte, non si intravede ancora una conclusione definitiva dell'intera vicenda. Poiché è altamente probabile che la sentenza della corte d'appello venga nuovamente impugnata dinanzi al TF, potrebbero volerci ancora anni prima che venga emessa una sentenza definitiva. Fino ad allora, per tutti gli imputati vale la presunzione di innocenza.

