
In una lettera aperta pubblicata oggi dal quotidiano romando "Le Temps", il presidente del Partito socialista svizzero, Christian Levrat, propone che l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa votata domenica venga applicata là dove è stata accolta e in particolare nelle regioni dove il sì ha dominato. Il testo è stato accettato soprattutto nelle campagne. Le città e i centro economici del paese l'hanno respinta. Si stratta ora - dice Levrat - di prendere sul serio la volontà popolare e di mettere in atto l'iniziativa. Facendo un elenco delle prime dieci misure urgenti, il presidente del PS, "per rispondere in modo mirato alle inquietudini espresse domenica", propone in particolare di rendere più severa la legge sulla gestione del territorio e applicare l'iniziativa sulle residenze secondarie "in tutto il suo rigore". Il "senatore" friburghese cita anche le misure fiscali. Un aumento dell'imposta sulle società internazionali al livello di quelle svizzere e l'abolizione delle agevolazioni fiscali permetterebbe di "rispettare la volontà popolare senza ledere la crescita economica e la vitalità del Paese". Inoltre, dice ancora Levrat, la lotta contro il lavoro nero e la protezione dei salariati svizzeri, con l'introduzione di un salario minimo legale, dovrebbero permettere di "realizzare rapidamente le promesse dell'iniziativa UDC". Levrat si chiede tuttavia se ciò corrisponda alla volontà di coloro che domenica hanno detto di sì all'iniziativa. Da segnalare che la consigliera agli Stati Anita Fetz (PS/BS) ieri aveva avanzato una proposta simile a quella del presidente del suo partito. "Più un cantone o un comune ha votato in favore dell'iniziativa e meno contingenti di stranieri dovrebbe ottenere", aveva dichiarato la Fetz all'"Aargauer Zeitung".
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