
Appena rieletto al Consiglio degli Stati per il Canton Friburgo, Christian Levrat ha annunciato che lascerà la presidenza del Partito socialista svizzero allo scadere del suo mandato. Dopo 12 anni alla guida, il 49enne friburghese cederà dunque le redini il prossimo aprile. Lo ha annunciato lui stesso in un'intervista su La Liberté e il Blick. "Sono stato presidente per dodici anni, con molto piacere ed energia, ma è una funzione logorante, sia sul piano politico che personale".
La sua partenza non ha a che fare con i risultati delle scorse elezioni federali, con il PS che ha perso elettori a favore dei Verdi e che ha dovuto abbandonare quattro seggi al Nazionale. "Da tempo stavamo discutendo della mia partenza" assicura Levrat al Blick. "Il partito ha ora il tempo necessario per trovare un successore, che guiderà il partito verso le elezioni del 2023". Sul calo dei consensi, Levrat ha detto di assumersi una parte della responsabilità, facendo tuttavia notare che tutti i grandi partiti sono al loro livello più basso.
In seguito ai risultati elettorali, diverse voci in seno al partito si erano levate per chiedere la partenza di Levrat. La consigliera di Stato socialista zurighese Jacqueline Fehr aveva per esempio auspicato un "cambiamento alla testa del PS". Un'affermazione che, ha replicato Levrat, appartiene alla politica: "Se ci si aspetta gratitudine, si è nel posto sbagliato in politica. Non bisogna sopravvalutare questo tipo di affermazioni".
Per il friburghese uno dei momenti forti della sua carriera politica è stata l'elezione in Consiglio federale di Eveline Widmer-Schlumpf nel 2007 e "l'installazione per otto anni di un governo più aperto di quello degli ultimi quattro". Il presidente socialista ha citato anche i successi ottenuti in diverse "votazioni importanti", come quelle sul tasso di conversione del secondo pilastro, sui Gripen e sulla riforma dell'imposizione delle imprese. L'accettazione dell'iniziativa dell'UDC "contro l'immigrazione di massa" è invece il suo più grande smacco. "I partiti, in particolare il PS e il PLR, hanno una parte di responsabilità", ha ammesso.
Alla domanda sul profilo del suo successore, Levrat ha preferito non esprimersi. "Questo è tipicamente il tipo di domanda a cui un presidente uscente non deve rispondere", ha detto.
Con 12 anni di esperienza, Levrat è il leader del PS in carica da più tempo. Il suo successore dovrebbe essere eletto il 4-5 aprile a Basilea, quando è in programma il congresso, che il PS tiene ogni due anni.
Già partito il toto-nomi
Già negli scorsi giorni si parlava di una sua possibile partenza e sulla stampa circolavano speculazioni sul suo successore. Secondo indiscrezioni del Tages-Anzeiger il partito sarebbe alla ricerca di una donna svizzero-tedesca. Il Tagi aveva avanzato i nomi di 4 consigliere nazionali, come Flavia Wasserfallen (BE), Nadine Masshardt (BE), Mattea Meyer (ZH) e la vicepresidente del PS 55enne Barbara Gysi (SG), che ha però lo svantaggio dell'età, non incarnando il cambio generazionale a cui punterebbero i vertici. Un ulteriore scenario sarebbe quello della copresidenza, che vedrebbe la donna in questione affiancata da un uomo.
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