
Non cancellate posti di formazione, anzi createne dei nuovi! È l'appello rivolto oggi dalla consigliera federale Doris Leuthard agli imprenditori e alle amministrazioni pubbliche. La situazione sul mercato del lavoro e le sfavorevoli previsioni economiche lasciano presagire un'impennata della disoccupazione giovanile: per combatterla - ha detto la ministra dell'economia - "è indispensabile unire gli sforzi".I giovani, alla fine del tirocinio nella prossima estate, incontreranno non poche difficoltà a trovare uno sbocco professionale, ha affermato la consigliera federale nel corso di una conferenza stampa a Berna. In momenti di crisi, infatti, i giovani sono colpiti dalla disoccupazione in misura superiore rispetto alla media. Le cifre, del resto, parlano chiaro: nello scorso marzo il tasso di senza lavoro nella fascia di età tra i 20 e i 24 anni si è attestato al 5,1%, ben oltre il dato nazionale del 3,4%.Anche Thomas Daum, direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori (UPI), Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), e Daniel Lampart, capo economista dell'Unione sindacale svizzera (USS), hanno riconosciuto che nella lotta alla disoccupazione giovanile "occorre far fronte comune".Unanime quindi la decisione di rivolgersi a imprenditori, comuni e amministrazioni pubbliche affinché non smantellino posti di lavoro a scapito dei giovani. "Non sopprimete posti di apprendistato!, recita l'appello. Prolungate l'assunzione di chi sta terminando il tirocinio e - laddove esiste l'opportunità - create nuovi posti!"La stessa UPI, in un comunicato diramato in mattinata, afferma che "anche in periodi economici straordinari bisogna assicurare ai giovani un'integrazione riuscita nel mondo del lavoro". In caso contrario, a causa anche dell'evoluzione demografica, "rischiamo a medio termine di subire una dolorosa penuria di lavoratori qualificati"."Disponiamo di strumenti collaudati e di un solido sistema di formazione professionale", afferma l'UPI: le aziende dovranno quindi "sfruttare pienamente il loro potenziale, preservando e se possibile ampliando l'offerta di posti di tirocinio". I giovani dal canto loro, nella scelta dell'apprendistato e del loro primo posto di lavoro, "dovranno dar prova di maggiore flessibilità".ATS
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