
Dopo quello sui minareti, un altro manifesto elettorale, che raffigura la consigliera federale Doris Leuthard con le mani grondanti di sangue, sta provocando polemiche tra i partiti svizzeri. Ideato da Gioventù socialista (GISO) con l'obiettivo di sostenere l'iniziativa volta a proibire l'esportazione di armi, il cartellone non è piaciuto per nulla ai giovani PPD, che hanno rivendicato pubbliche scuse. I giovani democristiani, secondo quanto si legge in un comunicato diramato oggi, condannano fermamente gli attacchi "sotto la cintura" sferrati contro la ministra dell'economia. I giovani PPD invitano il presidente di GISO Cédric Wermuth a presentare le proprie scuse: in caso contrario cesseranno qualsiasi collaborazione con i giovani socialisti nella campagna avviata per contrastare l'iniziativa sui minareti. L'ultimatum del PPD non ha impressionato più di tanto Wermuth, che è anche vice presidente del Partito socialista svizzero: "la consigliera federale è grande abbastanza e può quindi difendersi da sola", ha detto il presidente di Gioventù socialista all'ATS. Di pubbliche scuse, ha aggiunto, non si parla proprio. Il manifesto è già stato dato alle stampe e sarà distribuito alle sezioni cantonali nelle prossime due settimane. Sul tema è intervenuto anche il consigliere nazionale bernese Christian Wasserfallen. Dal mio punto vista, ha detto il giovane deputato PLR a "20 Minuten", Wermuth è "politicamente morto". ATS
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