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Siccità
L’estate è appena iniziata, ma per i pesci è già emergenza
© Alexander Roschi, Federazione Svizzera di Pesca
© Alexander Roschi, Federazione Svizzera di Pesca
Redazione
3 ore fa
Siccità e temperature elevate mettono in crisi fiumi e torrenti svizzeri: migliaia di esemplari sono stati trasferiti per salvarli dalla moria.

Per i pesci svizzeri l’emergenza è già iniziata, ben prima del picco di caldo atteso nel fine settimana. A lanciare l’allarme è la Federazione Svizzera di Pesca (FSP), che descrive una situazione sempre più critica nei corsi d’acqua del Paese dopo una primavera eccezionalmente secca e mesi caratterizzati da falde acquifere ai minimi e portate ridotte. Quello che per molti rappresenta semplicemente l’arrivo dell’estate, sott’acqua assume contorni ben diversi. «Ciò che in superficie sembra un’estate, per molti pesci significa in realtà una lotta per la sopravvivenza», sottolinea la federazione, invitando autorità e cittadini ad agire rapidamente.

Siccità precoce

A preoccupare non è soltanto il caldo intenso, ma soprattutto la sua precocità. Già da marzo, in ampie zone della pianura svizzera, i livelli delle falde acquifere risultano nettamente inferiori alla media pluriennale. Di conseguenza, numerose sorgenti alimentano meno i torrenti e persino i grandi fiumi stanno progressivamente perdendo il loro naturale effetto rinfrescante. Le specie che dipendono da acque fredde, come trote e temoli, sono tra le più esposte. Con l’aumento della temperatura dell’acqua diminuisce infatti la quantità di ossigeno disponibile, mentre il metabolismo dei pesci accelera. In altre parole, gli animali hanno bisogno di più ossigeno proprio nel momento in cui ne trovano meno. Temperature superiori ai 20 gradi rappresentano già una fonte di forte stress; oltre i 23 gradi la situazione diventa critica e, se i 25 gradi persistono a lungo, il rischio di morie aumenta sensibilmente. «Mai prima d’ora ci eravamo trovati di fronte a una situazione così critica già alla fine di giugno», afferma Adrian Aeschlimann, direttore del Centro Svizzero di Competenza per la Pesca. «Numerosi corsi d’acqua hanno già esaurito le loro riserve prima ancora dell’inizio dell’estate». Anche eventuali precipitazioni nelle prossime settimane, aggiunge, non sarebbero sufficienti a risolvere rapidamente il problema, perché «la siccità è profondamente radicata nel sistema».

Situazione costantemente monitorata

Nel frattempo, in diversi Cantoni, servizi specializzati e associazioni di pescatori monitorano quotidianamente la situazione e intervengono dove necessario. Nel solo Canton Berna, dall’inizio dell’anno, circa 15 mila pesci sono stati trasferiti da 26 chilometri di corsi d’acqua in via di prosciugamento verso habitat più idonei. Per la FSP, tuttavia, le misure d’emergenza non bastano più. Occorre accelerare la rivitalizzazione dei fiumi, favorire l’ombreggiamento delle rive e ripristinare la libera migrazione dei pesci. «Corsi d’acqua intatti, interconnessi e ricchi di strutture costituiscono la protezione più efficace per le nostre popolazioni ittiche, non solo quest’estate, ma anche nei decenni a venire», conclude Aeschlimann.