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Svizzera
L'espulsione degli eritrei è "improbabile"
L'espulsione degli eritrei è "improbabile"
L'espulsione degli eritrei è "improbabile"
Redazione
8 anni fa
Il giro di vite deciso dalla SEM potrebbe incontrare non poche difficoltà: manca infatti un accordo di riammissione

Come emerso negli scorsi giorni grazie alla trasmissione "Rundschau", 3’200 eritrei ammessi provvisoriamente in Svizzera, di cui circa 150 in Ticino, sono a rischio rimpatrio in quanto la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sta esaminando i loro dossier in vista di una possibile espulsione.

Il giro di vite della SEM fa seguito a una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) pubblicata a fine agosto 2017, in cui si rilevava che i profughi eritrei respinti dalla Svizzera e costretti a tornare nel proprio Paese non corrono il rischio di subire trattamenti disumani, specialmente se hanno adempiuto agli obblighi militari.

Tuttavia, come evidenziato oggi dalla Neue Zürcher Zeitung, le espulsioni potrebbero non essere così facili da attuare come previsto. La Svizzera, infatti, non ha ratificato alcun accordo di riammissione con l’Eritrea, che accetta solo rimpatri volontari (nel 2017 ve ne sono stati 29).

Esperti svizzeri ed europei, evidenzia il quotidiano zurighese, ritengono “improbabile” la ratifica di un tale accordo in tempi brevi e il rischio è che i cittadini eritrei che verranno espulsi possano o darsi alla clandestinità oppure semplicemente spostarsi in altri Stati.

Il presidente del PPD Gerhard Pfister e la presidente del PLR Petra Gössi auspicano la pronta ratifica di tale accordo. Più freddo invece il consigliere nazionale PS Fabian Molina, secondo cui in questo modo gli eritrei verrebbero rimpatriati con eccessiva facilità in un Paese denominato “la Corea del Nord africana”.

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