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Difesa
L’esercito svizzero si dota di sistemi anti-drone per rafforzare la sicurezza
© Shutterstock
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Dopo i frequenti avvistamenti di minidroni in aree militari e l’aumento degli incidenti in Europa, le forze armate hanno incaricato Armasuisse di acquistare nuove tecnologie di difesa. L’investimento, pari a 108 milioni, servirà anche a sostenere la protezione civile e degli aeroporti.

L’aumento degli avvistamenti di droni nei pressi di terreni militari e durante esercitazioni ha convinto l’esercito svizzero a dotarsi di sistemi di difesa specifici contro i velivoli senza pilota di piccole dimensioni. La decisione, definita una priorità, è stata confermata in un comunicato ufficiale delle forze armate. Il ministro della Difesa, Martin Pfister, ha spiegato ieri a Berlino che nel corso dell’anno sono stati segnalati più volte mini-droni in prossimità di aree sensibili. In alcuni casi potrebbe trattarsi di apparecchi da svago, ma l’inchiesta interna non ha ancora chiarito tutte le circostanze. Da tempo, infatti, l’esercito utilizza minidroni per compiti di ricognizione e sorveglianza, ma finora mancavano contromisure efficaci contro l’impiego ostile di tali dispositivi.

Sistema anti-drone

La svolta è arrivata dopo i test effettuati la scorsa estate, che hanno dimostrato la validità di un sistema anti-drone in condizioni reali. “Il buon esito della prova e il moltiplicarsi degli incidenti in Europa ci hanno spinto ad agire”, ha spiegato una portavoce. L’Ufficio federale dell’armamento Armasuisse è stato quindi incaricato di avviare gli acquisti di sistemi mobili in grado di neutralizzare micro e minidroni. L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare la protezione della truppa e delle infrastrutture militari, dall’altro garantire un supporto anche ad autorità civili, ad esempio nella sicurezza degli aeroporti. La questione è d’attualità: proprio ieri l’aeroporto di Monaco è stato chiuso per alcune ore a causa di droni in volo, con la cancellazione di 17 voli e disagi per 3’000 passeggeri.

Scali svizzeri in allerta

Anche in Svizzera gli scali restano in allerta. Ginevra ammette di non disporre di contromisure tecnologiche efficaci, limitandosi a una sorveglianza costante con Skyguide e la polizia. A Zurigo si sono già registrati ritardi e chiusure temporanee di settori, mentre Basilea-Mulhouse afferma di non aver mai riscontrato intrusioni. Secondo i piani, Armasuisse investirà circa 108 milioni di franchi in droni, accessori e sistemi di difesa, così da garantire soluzioni moderne e adattabili all’evoluzione tecnologica.