Cerca e trova immobili
Svizzera
Lesbo, la Svizzera accoglierà 20 minori
Un’immagine del campo profughi di Moria pochi giorni prima dell’incendio. Foto Shutterstock
Un’immagine del campo profughi di Moria pochi giorni prima dell’incendio. Foto Shutterstock
Keystone-ats
6 anni fa
Oltre ad aver fornito aiuto sul luogo, la SEM si è detta disposta ad accogliere minorenni non accompagnati che si trovano in una situazione precaria dopo il devastante incendio nel campo profughi di Moria

A seguito del devastante incendio, sono diversi i paesi europei che si stanno facendo avanti per accogliere i minori non accompagnati dal campo di Moria. Ieri l’agenzia Dpa aveva reso noto l’intenzione di Francia e Germania di accogliere 400 minori non accompagnati mentre si stava trattando con altri Paesi europei per la partecipazione all’azione di accoglienza. In serata era stata annunciata la partecipazione dell’Olanda. Nel frattempo si sono aggiunti altri paesi come la Finlandia, Lussemburgo, Slovenia, Croazia, Portogallo e Belgio. Il decimo paese è la Svizzera, ha confermato questo pomeriggio il Consiglio federale in una nota. La SEM ha già risposto a una domanda informale da parte della Germania e ha espresso l’intenzione della Svizzera di partecipare a questi sforzi accogliendo circa 20 minori.

Diverse città elvetiche in questi giorni hanno invitato il Consiglio federale ad organizzare una conferenza nazionale in seguito al rogo. Zurigo, Berna, Lucerna, Ginevra e Losanna si sono dette pronte ad accogliere persone provenienti dall’isola greca di Lesbo. Questa mattina i Verdi del Ticino, tramite un’interpellanza, hanno esortato il Consiglio di Stato ticinese a fare altrettanto.

Immediato l’aiuto sul posto
Già nelle prime ore del mattino in cui è scoppiato l’incendio, sottolinea il Consiglio federale, le autorità svizzere hanno avuto i primi contatti con le competenti autorità greche. D’intesa con quest’ultime, il DFAE fornirà circa una tonnellata di materiale di soccorso. Oggi, inoltre, un aereo del Servizio di trasporto aereo della Confederazione volerà ad Atene con a bordo sacchi a pelo, materassini, bidoni d’acqua, utensili da cucina e altro materiale di soccorso, conformemente a quanto chiesto dalle autorità greche. A bordo dell’aereo vi sono anche due specialisti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA). Per poter reagire alle esigenze più urgenti delle persone colpite, il DFAE ha inoltre messo a disposizione fino a 1 milione di franchi per l’aiuto umanitario.

Dopo il rogo, la situazione ”non è chiara e l’entità precisa del danno non è ancora nota”, precisa il Governo. È tuttavia probabile che il campo sia in gran parte distrutto o perlomeno inabitabile per molto tempo. La Confederazione, preoccupata per questa situazione, è in contatto con i dipartimenti coinvolti, la Grecia e l’Unione europea.

L’UE finanzierà la costruzione di un nuovo campo
Nel frattempo l’Ue si è detta pronta a “finanziare un nuovo campo più moderno” in Grecia dopo l’incendio nel campo di migranti a Moria nell’isola di Lesbo. Lo ha annunciato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Margaritis Schinas in videoconferenza dalla Grecia in con il ministro dell’Interno tedesco Seehofer. “L’Unione Europea è pronta non solo a finanziare e sostenere la costruzione di questa nuova struttura, ma anche a considerare qualsiasi richiesta greca per un ruolo più attivo nella gestione di questa nuova struttura”, ha precisato Schinas, annunciando che ne parlerà oggi con il premier greco. “Moria non esiste più. Ma deve servire come un forte promemoria per tutti noi su quello che dobbiamo cambiare in Europa” sulla migrazione, ha detto Schinas, dopo l’incendio nel campo dei migranti a Lesbo. “Nelle nostre politiche migratorie abbiamo bisogno di maggiore solidarietà”, ha aggiunto.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata