
Il progetto del Consiglio federale di avvicinare le condizioni di lavoro del personale della Confederazione a quelle del settore privato non ha ottenuto grande sostegno nella procedura di consultazione. Per la sinistra esso va troppo lontano, mentre per l'UDC persistono ancora troppi privilegi. La nuova legge sul personale prevede in particolare di ritoccare le modalità del licenziamento, sull'esempio di quelle dell'economia privata, con un termine di 1-3 mesi; inoltre non sarebbe più necessario fornire le motivazioni di un licenziamento ordinario. In tal modo la Confederazione si presenterebbe come un datore di lavoro più flessibile e attraente. Il progetto ha suscitato aspre critiche da parte delle associazioni di categoria, stando alle quali il governo vuole attuare una politica del personale "hire and fire" (assumi e licenzia), cosa inaccettabile per un partenariato sociale duraturo. Il PS e i Verdi condividono questa presa di posizione: con un simile progetto - a loro dire - la Confederazione non sarebbe più un datore di lavoro valido. Inoltre, per i socialisti, questa revisione giunge a soli sei anni dalla precedente. Essa va respinta, ha scritto da parte sua nella consultazione il Partito cristiano sociale. Dubbi sono stati espressi anche dal PPD, che vuole attendere di conoscere altri dettagli prima di esprimere un giudizio definitivo. L'UDC - così come le associazioni padronali - si oppone alla riforma per ragioni totalmente diverse: la direzione intrapresa è giusta, ma non è ammissibile instaurare nuovi privilegi rispetto all'economia di mercato, ha fatto sapere l'Unione democratica di centro, facendo allusione al congedo parentale e al congedo in caso di adozione. A questo partito non piace neppure l'aumento del salario per i dirigenti, visto la stato delle finanze federali e la recessione in agguato. Soltanto il Partito liberale radicale è favorevole alla revisione della legge sul personale della Confederazione, che regola le condizioni di lavoro di circa 36mila dipendenti. Tra le novità da introdurre, vi è anche quella secondo cui in caso di licenziamento abusivo il dipendente non dovrà venir riassunto. Gli organi interni di ricorso verrebbero soppressi e in caso di vertenza a decidere sarebbe il Tribunale amministrativo federale. ATS
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