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Svizzera
Legge divieto Hamas, La Procura federale avvia i primi procedimenti penali
Ats
6 mesi fa
Il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato i primi procedimenti penali in seno alla legge che vieta Hamas approvata il 15 maggio scorso. Tuttavia, è ancora troppo presto per i primi bilanci.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato i primi procedimenti penali in relazione alla legge che vieta Hamas e le organizzazioni affiliate, entrata in vigore a maggio. Lo ha comunicato la stessa procura federale oggi. È ancora troppo presto per presentare un bilancio concreto, scrive l'MPC in una nota: per il momento è solo possibile indicare che attività in questo senso sono in corso.

La legge nello specifico

Il divieto di Hamas è in vigore dal 15 maggio. In precedenza, in Svizzera erano vietati per legge solo la milizia terroristica ISIS e la rete terroristica Al-Qaeda. Dopo gli attacchi compiuti dall'organizzazione palestinese Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre 2023, entrambe le Camere federali si sono espresse a favore del divieto anche di Hamas. La legge è valida per cinque anni e fornisce alle autorità elvetiche gli strumenti necessari per intervenire contro eventuali attività di Hamas o azioni di sostegno all'organizzazione in Svizzera. Agevola inoltre l'emanazione di misure preventive di polizia, quali i divieti d'entrata o le espulsioni, nonché l'assunzione di prove nei procedimenti penali contro eventuali attività di Hamas. Rende anche più difficile per l'organizzazione islamica utilizzare la Confederazione come crocevia finanziario.

Le indagini sui potenziali finanziamenti ad Hamas

L'MPC aveva negli scorsi anni avviato un'indagine in relazione a potenziali finanziamenti del terrorismo: nell'estate del 2023 l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) aveva presentato una denuncia per sospetto finanziamento di Hamas dalla Svizzera. Tuttavia la Procura federale ha indicato che il procedimento è stato ora archiviato. Dopo "approfondite indagini" della Polizia giudiziaria federale (PGF) e diversi interrogatori, il sospetto non è stato confermato. Stando quanto indicato nella nota, l'MPC aveva avviato le indagini su questo caso già prima del 7 ottobre 2023.