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Svizzera
Legge CO2, oltre 100 ricercatori a favore della legge in votazione
Redazione
5 anni fa
Oltre un centinaio di ricercatori ha deciso di sostenere il comitato interpartitico che si batte per un rafforzamento dei mezzi allo scopo di lottare contro il riscaldamento climatico

In vista della votazione del 13 giugno sulla rivista Legge sul CO2, contro la quale è stato lanciato il referendum, oltre un centinaio di ricercatori ha deciso di sostenere il comitato interpartitico che si batte per un rafforzamento dei mezzi allo scopo di lottare contro il riscaldamento climatico. È urgente rafforzare la protezione del clima con la legge sul CO2, si legge in una dichiarazione pubblicata oggi. Molti dei sostenitori, tra cui figurano ricercatori nell’ambito delle scienze esatte e naturali, ma anche politologi ed economisti, si sono uniti all’appello. Molti dei firmatari sono attivi al Politecnico federale di Zurigo.

“I fatti sul cambiamento climatico sono chiari e la Svizzera ha ratificato gli obiettivi climatici di Parigi”, ha sostenuto Reto Knutti, professore di fisica al Politecnico di Zurigo, a Keystone-ATS. “Ciò significa che l’obiettivo di zero emissioni di CO2 è obbligatorio e che la Svizzera deve intensificare i suoi sforzi in tal senso. Un no alla legge sul CO2 indebolirebbe la politica climatica per anni”, a suo parere. Knutti inoltre non considera un tabù l’appoggio esplicito della comunità scientifica, settore tradizionalmente considerato indipendente dalla politica, alla legge: “La scienza non può, non deve e non vuole anticipare le decisioni politiche. Ma può evidenziare pericoli, specialmente in questioni complesse”, ha spiegato.

È un “dovere” degli scienziati, ha affermato, indicare le conseguenze delle misure e mostrare se il corso scelto porterà all’obiettivo dichiarato. “Naturalmente, una società può ignorare queste raccomandazioni, e lo fa di tanto in tanto. Ma dovrebbe sempre essere consapevole della posta in gioco”. Uno scambio aperto di opinioni tra il mondo della scienza e quello dell’economia, della politica e la società nel suo insieme è fondamentale per la formazione dell’opinione, ha aggiunto. “Dobbiamo consentire lo scambio di informazioni e il dissenso. Tale fenomeno non si può comunque fermare nell’era dei social media”. Un mandato chiaro e la comprensione dei ruoli, il rispetto e la fiducia, e la volontà di ascoltare e imparare da tutte le parti sono fondamentali, ha sottolineato.

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