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Svizzera
Lega, tempo di mea culpa
Lega, tempo di mea culpa
Lega, tempo di mea culpa
Redazione
7 anni fa
Per il consigliere di Stato Claudio Zali il candidato agli Stati Battista Ghiggia "non è stato danneggiato all'interno del Movimento"

Ieri le prime avances ai cugini democentristi. Oggi il sindaco leghista di Lugano Marco Borradori conferma e rilancia: “Sarei felice se Marco Chiesa fosse con noi nella lista per il Municipio di Lugano”. Una vera a propria dichiarazione d’amore, quella affidata ai microfoni di TeleTicino, ma del resto Borradori non ha mai nascosto la stima per Chiesa. E poi è il 21 ottobre e la realtà è peggiore di qualsiasi aspettativa. A Lugano il movimento di via Monte Boglia ha perso per strada il sei per cento dei consensi. All’UDC insomma, non si possono più lasciare soltanto le briciole. Soprattutto in riva al Ceresio dove la posta in gioco è il sindacato.

Eppure in via Monte Boglia non tutti sono della medesima opinione sugli accordi elettorali. Uno di questi è sicuramente Claudio Zali. "Il tema delle congiunzioni è un tema difficile perché non c'è mai la controprova, si ha sempre solo il risultato dato dall'urna. A prescindere da questo, non devono avvenire per logiche elettorali perché difficilmente verrebbero premiate dagli elettori. Alle ultime cantonali Lega e UDC hanno corso insieme, vediamo quale sarà il futuro. È sicuramente un tema che come tanti altri è sul tavolo di lavoro della Lega", ha dichiarato a TeleTicino il consigliere di Stato leghista.

La mancanza di una struttura, una campagna sottotono, l’abbandono della Lega delle origini. Di questo e altro si parlava ieri sotto la pioggia di via Monte Boglia, dove sostenitori e politici si contavano sulle dita di due mani. L’obiettivo adesso è capire cosa abbia portato alla perdita di un seggio e di quasi cinque punti percentuali. "Sono state poche le schede che hanno fatto la differenza. Si può sempre fare di più: magari avremmo potuto proporre anche noi una lista di giovani - ha ammesso Zali - Siamo gli unici, con il PLR, a non aver puntato su una diversificazione delle liste per attrarre tutte le fasce del proprio elettorato. Una lista di giovani, magari, avrebbe portato quel piccolo sforzo in più che occorreva a mantenere il seggio di Roberta Pantani".

Il consigliere di Stato leghista relativizza, ma ieri, mezzo stampa, sono volati gli stracci. Quel “traditori” gridato da Battista Ghiggia ai suoi occupa ancora le prime pagine dei giornali. Oggi né Ghiggia ha voluto aggiungere qualcosa, né Boris Bignasca ha voluto replicare. È il 21 ottobre, i panni sporchi del resto si lavano in casa. "A caldo magari si rilasciano dichiarazioni di cui poi ci si pente. Non mi sento di dire, per quello che ho visto io, che Battista Ghiggia sia stato danneggiato dall'interno della Lega", ha concluso Zali.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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