Cerca e trova immobili
Svizzera
L'educazione non violenta da oggi è legge, Pro Juventute: «Casi triplicati in cinque anni»
© Shutterstock
© Shutterstock
Redazione
un'ora fa
Il principio di un'educazione non violenta dei figli è ora inserito nel Codice civile - Pro Juventute: «L'aumento delle segnalazioni di violenza familiare al servizio di consulenza 147 evidenzia la necessità di intervenire»

L'educazione non violenta da oggi è sancita dalla legge e Pro Juventute «accoglie con favore il fatto che un tale principio, inserito nel Codice civile svizzero (CC), tuteli il benessere dei bambini e dei giovani». Lo fa sottolineando come «l’accesso ai servizi di consulenza e sostegno per i genitori e le famiglie nella vita quotidiana rimane fondamentale. Negli ultimi cinque anni, le richieste di consulenza al servizio 147 da parte di bambini e giovani che vivono situazioni di violenza familiare sono triplicate». 

«Ora tocca ai Cantoni»

«È scritto nero su bianco: la Svizzera non tollera più alcuna forma di violenza nei confronti dei bambini», continua a scrivere la Fondazione nazionale per l’infanzia e la gioventù, dicendosi «lieta» di questo passo. «Con l’inserimento di questo principio nel Codice civile, la Svizzera adempie finalmente all’obbligo derivante dall’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. L’attenzione si sposta ora sui Cantoni, che, in virtù delle loro competenze e come espressamente indicato nella disposizione, hanno il dovere di garantire che i genitori e i bambini possano rivolgersi, insieme o singolarmente, a centri di consulenza adeguati».  

«Casi triplicati in cinque anni»

La realtà attuale «è ben lontana da quanto previsto dalla legge. Alcuni studi dimostrano che la violenza nell’educazione rimane purtroppo una triste realtà. Nel 2025 la violenza familiare è stata una delle ragioni più frequenti per cui bambini e giovani si sono rivolti al servizio di consulenza 147 di Pro Juventute». L’anno scorso, nel dettaglio, «sono state effettuate circa 22 consulenze a settimana su questo tema, rispetto alle 7-8 a settimana del 2021. Ciò corrisponde a un triplicarsi dei casi negli ultimi cinque anni. Il crescente numero di segnalazioni ai centri specializzati, così come i casi di maltrattamento registrati negli ospedali, sottolineano la necessità di intervenire. Allo stesso tempo, si deve presumere che vi sia un elevato numero di casi non denunciati». 

 «Bisogna rafforzare la prevenzione»

«Affinché questo principio giuridico si radichi d’ora in poi realmente nella vita quotidiana di ogni famiglia e protegga concretamente ogni bambino in Svizzera, è necessario rafforzare la prevenzione». Pro Juventute «chiede in particolare una campagna nazionale di sensibilizzazione, nonché il potenziamento di servizi di consulenza e sostegno facilmente accessibili e a bassa soglia per i genitori e le famiglie. Queste misure sono indispensabili per far conoscere le alternative alla violenza e consentire ai genitori di trovare rapidamente aiuto quando si sentono sopraffatti». Per Nicole Platel, Direttrice di Pro Juventute, «con la nuova legge sull’educazione non violenta, il sostegno alla genitorialità assume oggi un’importanza ancora maggiore. Un’educazione senza violenza si costruisce consentendo ai genitori di acquisire conoscenze, di essere accompagnati e di beneficiare di consigli pratici». La Fondazione, inoltre, sottolinea che «i bambini devono essere protetti dalla violenza, poiché le esperienze di violenza li segnano per tutta la vita. Esse compromettono lo sviluppo e possono avere gravi conseguenze per la salute mentale. Spesso la violenza nell’educazione non deriva dall’intenzione di fare del male al bambino, ma è in molti casi espressione di un sovraccarico emotivo e di stress da parte delle figure di riferimento». 

Il sostegno ai genitori

Pro Juventute, viene ancora ricordato, «affianca quotidianamente le famiglie e fornisce loro consulenza su questioni relative all’educazione». I genitori che hanno bisogno di orientamento, di informazioni affidabili e, a volte, semplicemente di qualcuno con cui poter parlare in tutta riservatezza «possono contattare l'apposito servizio gratuito di consulenza allo 058 261 61 61 per telefono, WhatsApp o e-mail, disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette». Attualmente, viene infine precisato, «la Consulenza per genitori riceve cinque richieste a settimana sul tema della violenza fisica».