
Le tariffe delle analisi di laboratorio devono continuare a essere fissate dalla Confederazione e non ai partner tariffali. Ne è convinta la Commissione della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) che, per 7 voti a 5, respinge un progetto in tal senso del Consiglio federale. La CSSS-S chiederà al plenum di non entrare nel merito sulla modifica della legge federale sull'assicurazione malattie concernente le tariffe dell'elenco delle analisi, che il governo ha elaborato in risposta ad una mozione adottata dalle camere nel 2018. L'atto parlamentare mira a trasferire ai partner tariffali la competenza di negoziare le tariffe delle analisi di laboratorio eseguite nell'ambito di trattamenti ambulatoriali.
Le trattative sui prezzi resterebbero bloccate
Attualmente, spiega una nota odierna dei servizi parlamentari, l'elenco delle analisi (EA) a carico delle legge sull'assicurazione malattie, comprese le rispettive tariffe, è emanato dal Dipartimento federale dell'interno. Secondo la commissione, il trasferimento di competenze ai partner tariffali causerebbe complicazioni, in particolare il rischio che le trattative sui prezzi rimangano bloccate in ragione delle divergenze esistenti tra i numerosi attori coinvolti.
È già in corso un esame di tutte le tariffe
Pur riconoscendo la necessità di intervenire per controllare i costi nel settore delle analisi di laboratorio, la CSSS-S ricorda che sono già in corso lavori sul tema. La struttura dell'EA è stata riveduta e sistemata nel 2021 nell'ambito di una prima revisione. Inoltre, l'Ufficio federale della sanità pubblica sta svolgendo un esame di tutte le tariffe dell'EA. Come soluzione transitoria, tutte le tariffe sono state ridotte del 10% a partire da agosto 2022, ad eccezione delle analisi rapide, particolarmente importanti per i medici di famiglia. Da un'analisi dei costi nel settore dei laboratori emerge peraltro che la crescita dei costi è dovuta soprattutto all'aumento del numero di analisi effettuate. Per questo, alla luce dei lavori svolti e attualmente in corso, nonché delle esperienze legate ai partenariati tariffali in altri settori, la commissione crede che si debba mantenere il sistema attuale. Una minoranza si batterà invece affinché il plenum entri nel merito della questione.

