Cerca e trova immobili
Media
Le sfide di SSR, dai "200 franchi" alla nuova concessione
Redazione
5 ore fa
All'indomani del no all'iniziativa, per l'emittente radio-televisiva è già tempo di guardare al 2029. Rösti: "Sport, intrattenimento e online da ridimensionare o limitare". L'esperto: "Presenza sul digitale fondamentale".

Per la SSR la partita non si è conclusa con il verdetto di domenica. Confrontata in ogni caso con una progressiva riduzione del canone da 335 a 300 franchi, dal 2029 l’azienda dovrà anche operare con una nuova concessione: l’atto ufficiale attraverso cui il Consiglio federale definisce compiti, obblighi e offerta del servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche. Lo ha ricordato ieri in conferenza stampa il ministro Albert Rösti, dando già qualche indicazione sulla strada che il Governo intende imboccare: sport e intrattenimento andranno ridimensionati, e questo proponendo «i programmi che i media privati svizzeri non potranno coprire». Un discorso teorico secondo il professore di giornalismo digitale e direttore dell’Istituto di Media e Giornalismo all’Università della Svizzera italiana Colin Porlezza: «In questi due ambiti il mercato mediatico svizzero è piccolo e quindi ha delle risorse limitate». Porlezza cita grossi eventi internazionali di intrattenimento, ma anche manifestazioni sportive come i Mondiali di calcio e le Olimpiadi, tutti «estremamente costosi e complessi». 

«L'utente rischia di pagare di più»

Secondo Porlezza il rischio è che questo tipo di eventi si sposti dunque sulle piattaforme a pagamento a discapito dell'utente. Un pericolo che sussiste secondo l'esperto: «Indipendentemente dalla votazione di ieri, la SSR è costretta a ridimensionarsi». Questo potrà sì avvenire, continua il professore, attraverso una riorganizzazione strutturale centralizzando alcuni servizi. Ma, nota Porlezza: «Quanto dichiarato dal ministro Rösti prospetta delle discussioni intense anche su un possibile riorientamento strategico del servizio pubblico mediatico».

«Presenza sul digitale indispensabile»

In un contesto di profondo e rapido mutamento, c’è poi anche il grande capitolo dell’online. Sempre ieri Rösti ha affermato che «il Consiglio federale esaminerà fino a che punto si potrà limitare l'offerta di testi e la SSR online». Una precisazione che Porlezza ritiene restrittiva nei confronti dell'emittente: «Se vogliamo un servizio pubblico con anche l'obbligo di raggiungere il più possibile gli utenti, una presenza sul digitale è indispensabile». Questo anche per evitare «una rilevanza decrescente e una musealizzazione» del servizio pubblico. Tutte discussioni che dovranno appunto considerare il taglio del 17% del budget attuale di SSR. Porlezza non ha dubbi: «È bene dibattere politicamente degli obiettivi del servizio pubblico». Unica annotazione: «Strano lo si faccia dopo aver definito il budget e non il contrario».